Facebook, svelato l'amore ai tempi dei social

L'amore ai tempi di Facebook. Da quando Zuckerberg pensò di creare un network sociale che mettesse in contatto le persone condividendo informazioni personale su status, lavoro e studi il mondo…

facebook e amoreL’amore ai tempi di Facebook. Da quando Zuckerberg pensò di creare un network sociale che mettesse in contatto le persone condividendo informazioni personale su status, lavoro e studi il mondo delle relazioni sociali è mutato profondamente. I social network sono ormai diventati una vetrina a cielo aperto di tutti quei pensieri, quelle emozioni che prima dell’avvento del digitale stentavano a manifestarsi in maniera così diffusa restando confinati nei meandri della riservatezza personale.

Orientamento politico, religioso e sessuale ormai non sono più segreti grazie a strumenti di diffusione di massa come la Timeline di Facebook. Non è più un segreto nemmeno sapere della nascita dell’amore tra due utenti poiché gli studiosi di Data Science, dopo dieci anni di attività, possono analizzare il comportamento tra gli iscritti leggendo e raccogliendo i dati dalle bacheche personali. Nello specifico, il centro dello studio è quella fascia di persone che hanno modificato il loro status da “single” a “in una relazione”.


Ciò che è emerso dalle ricerche è che le interazioni dirette, veicolate tramite il social network, tra due utenti “single” che iniziano a flirtare hanno una frequenza più alta di quando, poi, si passa ad intraprendere “una relazione”, lasciando presagire un’evoluzione a favore di un contatto più diretto e non mediato da tastiere e monitor. Gli ambiti delle analisi del team di ricerca di Facebook arrivano fino anche a predire la scelta del nome delle persone.

Il team di Data Science ha fatto sapere, attraverso diversi post pubblicati sulla bacheca personale, che la scelta dei nomi dei fratelli ha delle dinamiche curiose. Ad esempio, per una bimba che si chiamerà Hope (Speranza) ci saranno alte probabilità di avere una sorellina che si chiamerà Faith (Fede) o Charity (Carità). Ancora, ci sono alte probabilità che ad un nascituro di nome Jerry venga affiancato un fratello che si chiami Jessie. L’assonanza delle prime lettere del nome ha un tasso dell’11% di possibilità rispetto ad un 7% di una scelta del tutto casuale.

Insomma l’amore ai tempi di Facebook ha abbattuto i confini della riservatezza lasciando a chi sta dietro il monitor il compito di scrutare le fasi di una storia che nasce sulla tastiera e si sviluppa sulle bacheche attraverso post, status ed emoticons. Prima del digitale il corteggiamento iniziava nel momento in cui un amico presentava ad un altro una persona che interessante, il contatto diretto era fondamentale.

Non sarà che Facebook, e i social network in generale, hanno ridotto troppo le relazioni sociali riducendo il tutto ad un contatto digitale che ormai risparmia di metterci l’essere a favore dell’apparire?

Aggiungi un commento