Vittorio Gassman: a 15 anni dalla morte, la celebrazione di un mito italiano

Il 29 giugno del 2000 moriva Vittorio Gassman, istrione per antonomasia del cinema e, prima ancora, del teatro italiani, nonché una delle figure più rappresentative dello spettacolo e della televisione,…

Il 29 giugno del 2000 moriva Vittorio Gassman, istrione per antonomasia del cinema e, prima ancora, del teatro italiani, nonché una delle figure più rappresentative dello spettacolo e della televisione, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Il Mattatore“, a seguito del successo dell’omonimo show che condusse sui canali Rai nel 1959.

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Esempio di professionalità e versatilità, Gassman passava con disinvoltura dal palco al grande schermo, dai protagonisti della tragedia greca alle maschere popolari della commedia dell’arte, tanto da imporsi nella rosa degli artisti più amati e rimpianti della sua generazione, al fianco di Tognazzi, Sordi, Manfredi e Mastroianni.

Ai primi grandi successi teatrali, ottenuti già al debutto nella compagnia di Luchino Visconti, che nel 1943 portava in scena il capolavoro di Tennessee Williams Un tram che si chiama Desiderio, segue quasi immediatamente quello cinematografico. Il suo primo ruolo fu in un film di Carlo Alberto Felice: Incontro con Laura.

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Ma il trionfo per Vittorio Gassman arrivò davvero nel 1949, quando Giuseppe De Santis lo volle interprete di Riso Amaro. Da allora “Il Mattatore” regala al cinema italiano ruoli indimenticabili come quello di Peppe er Pantera ne Soliti Ignoti, capolavoro di Mario Monicelli, inserito nelle 100 pellicole italiane che hanno cambiato la memoria collettiva del paese e capostipite di un genere (da cui hanno preso spunto i più recenti The Italian Job o Ocean’s Eleven“), oppure ancora nei panni di Bruno Cortona, protagonista immortale de Il Sorpasso di Dino Risi, che negli anni a seguire lo scelse come interprete di numerose sue pellicole; senza dimenticare il Capitano Fausto Consolo, in Profumo di Donna 1974, che ispirò Al Pacino nel remake omonimo di questa pietra miliare della settima arte, nel 1992.

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Ben presto Gassman diventa un attore dalla fama internazionale, che vanta nel suo portfolio collaborazioni con artisti di un certo livello, come Orson Wells, Sharon Tate, Anthony Quinn, Ugo Tognazzi, Jean-Louis Trintignant; inoltre lavorò per registi del calibro di Alain Resnais, Paul Mazurski, André Delvaux, Robert Altman; egli stesso diresse alcune pellicole come “Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto” del 1972 e “L’alibi” che nel 1969 diresse a 4 mani con Luciano Lucignani.

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Una carriera ricca e devota al teatro, un artista camaleontico che ha fatto scuola, Vittorio Gassman resterà per sempre, nell’immaginario collettivo, il caposaldo di un’arte resa perfetta e inarrivabile, resa tale da una professionalità del campo, che forse si è un po’ persa nel tempo, tra le generazioni più giovani.

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4 Curiosità



  • La pellicola del primo film interpretato da Gassman, Incontro con Laura, è andata perduta, dunque il primo ruolo dell’attore documentato sul grande schermo è Preludio d’amore di Giovanni Paolucci, del 1946.


  • Il ruolo del protagonista in Profumo di donna valse a Vittorio il premio come migliore interpretazione maschile a Cannes nel 1975, e l’Oscar ad Al Pacino 17 anni più tardi.


  • Nel corso della sua vita ha sposato solo attrici, il figlio Alessandro è nato dal matrimonio con Juliette Mayniell.


  • Negli ultimi anni della sua vita ha sofferto di un grave disturbo psicologico, probabilmente legato al bipolarismo




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