Camera e Senato mettono in salvo gli stipendi prima della riforma costituzionale

Ci dicono che con la riforma costituzionale, per la cui approvazione voteremo nel referendum di ottobre, diminuiranno gli sprechi e aumenterà la produttività del Parlamento: sarà, in ogni caso c’è…

Ci dicono che con la riforma costituzionale, per la cui approvazione voteremo nel referendum di ottobre, diminuiranno gli sprechi e aumenterà la produttività del Parlamento: sarà, in ogni caso c’è già chi pensa a mettere in salvo lo stipendio.

La riforma costituzionale salva tutti gli stipendi

Dopo che gli ultimi anni sono passati con un sentimento sempre crescente contro i privilegi della cosiddetta “casta”, che ha portato indignazione e poco altro, adesso possiamo vederne i risultati: non solo i politici, ma anche i dipendenti di Camera e Senato si preparano al voto. Così il Comitato Affari del Personale ha deciso che nel caso la riforma passasse, dimezzando di fatto le aule parlamentari, sarebbe giusto ridefinire i compiti e i compensi del personale amministrativo, ma anche di commessi e funzionari vari. Non certo procedendo finalmente uniformando gli stipendi dei dipendenti parlamentari con il resto del pubblico impiego, bensì ponendo al sicuro gli stipendi già alle stelle e aggiungendoci anche qualcosa in più: come riporta Il Tempo, si andrà dai 2.200 euro netti in più al mese del segretario generale ai 378 euro in più per interpreti e traduttori, scalando man mano che diminuisce il grado di impiego.


Alla faccia dell’Inps: si approvi subito la normativa!

Nonostante i moniti del mese scorso del presidente dell’Inps Tito Boeri, il quale aveva dichiarato che il flusso di soldi risucchiato da Camera e Senato era insostenibile per il resto del Paese, il Parlamento ha deciso di giocare in anticipo perfino rispetto all’approvazione della riforma. Proprio in questi giorni dovrebbe essere approvata la nuova normativa, nonostante il passaggio dal bicameralismo non sia nemmeno certo, bisognerà aspettare comunque ottobre. Il Movimento 5 Stelle ha denunciato un aumento di 3 milioni di euro l’anno per le spese delle indennità di funzione, il deputato cinquestelle Riccardo Fraccaro ha spiegato: “Se dovesse passare la riforma, anche con la vittoria del M5S alle elezioni che certamente ci sarà, non potremo tagliare gli stipendi dei dipendenti della Camera perché dovremo ottenere il consenso anche del Senato, dove siederanno consiglieri regionali magari indagati, con il vitalizio, che oggi sono a maggioranza Pd. Così i privilegi verranno blindati e non saranno più toccati”. Meglio non attendere l’esito del voto popolare quindi, ma giocare d’anticipo: “Temono la bocciatura delle riforme ad ottobre e dunque vogliono approvare subito il ruolo unico. Sarebbe gravissimo procedere con il nuovo statuto dei superburocrati e le relative retribuzioni d’oro prima ancora dello svolgimento del referendum. Abbiamo il dovere di attendere l’esito della consultazione, gli italiani devono poter dire di no a queste schiforme” conclude Fraccaro.

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