Lino Banfi confessa: "Ho pensato al suicidio"

Alla soglia dei suoi ottant'anni, alle porte con il prossimo 9 luglio, l'amatissimo Lino Banfi, il nonno più famoso di Italia, si confida in una lunga intervista sul settimanale Oggi,…

Alla soglia dei suoi ottant’anni, alle porte con il prossimo 9 luglio, l’amatissimo Lino Banfi, il nonno più famoso di Italia, si confida in una lunga intervista sul settimanale Oggi, e racconta i retroscena più inimmaginabili della sua vita.

Il noto comico ha un passato da seminarista, c’ha messo tanto tempo per accettare sé stesso e i suoi difetti, ha uno spiccato senso dell’autocritica, tanto che in un periodo, forse il più difficile della sua vita, ha addirittura meditato il suicidio.

La dichiarazione shock

Per tutti quelli che hanno imparato a conoscere ed apprezzare il personaggio di Nonno Libero, nella fortunata serie televisiva “Un Medico In Famiglia“, stenteranno a crederci, eppure a rivelarlo è proprio lui Lino Banfi, che non nasconde l’insofferenza verso il suo aspetto fisico, e di quanto quest’ultimo abbia inciso nel corso degli anni sul suo lavoro: “Infatti non riguardo mai quello che giro“, spiega Banfi.

Adesso quei momenti bui sembrano essere lontani, nonostante tutto non si può far finta che non siano mai esistiti: “Siamo tutti uguali davanti a Dio. Ho timore solo di una cosa: quando quei quattro mi prenderanno con la cassa, mi auguro che non dicano ‘Mortacci sua, come pesa questo!’. Quindi sto tentando di dimagrire drasticamente in vista della grande occasione. Ho il complesso di essere grassissimo: nel mio cervello credo di essere 6 o 700 chili, altro che 100 quale sono -prosegue l’attore- Già trent’anni fa l’idea di arrivare a 100 chili mi spaventava talmente tanto che mi sarei voluto suicidare. Poi non l’ho mai fatto, ma non mi sono mai piaciuto, lo devo ammettere. Ho avuto bisogno di tempo per trasformare i miei complessi in buffe caratteristiche. Ho avuto bisogno di tempo per imparare a volermi bene

Un passato da seminarista

Forse non tutti sanno dei trascorsi di Banfi in seminario, da giovane: per un momento, credette che fosse quello il suo destino, ma poi, come racconta in un poesia, ispirata alle dimissioni di Papa Benedetto XVI, e pubblicata anche su Famiglia Cristiana, e su Avvenire, scoprì che la sua strada era quella dell’attore.

Con Papa Benedetto c’è una lunga amicizia che lo lega: “Il nostro rapporto si è sviluppato negli anni” dice Banfi, e quella poesia fu ispirata da una visione, che Banfi ebbe, in cui spiegava a quello che un tempo era il capo della Chiesa, le sue ragioni.

Il nostro rapporto si è sviluppato negli anni. Dopo le sue dimissioni io scrissi una poesia ispirata da una visione: avevo sognato che ci sarebbero stati due Papi. La poesia venne poi pubblicata da Avvenire e da Famiglia Cristiana. Scrissi poi una lettera a Padre Georg chiedendogli di poter riabbracciare il Papa Emerito. Dopo qualche mese mi arriva la telefonata. L’appuntamento lo fissiamo per il giorno dopo. Arrivo nel piccolo monastero dove alloggia Benedetto, all’interno dei giardini vaticani. In un salottino tutto bianco era seduto ad aspettarmi Papa Benedetto che, aprendo le braccia, mi dice: ‘Banfi, adesso lei mi racconta tutta sua vita’. Gli ho raccontato così anche i cinque anni passati in Seminario. Ad un certo punto mi chiede perché non ho continuato con l’esperienza sacerdotale: ‘Non era quella la mia strada, non la sentivo mia. Volevo fare l’attore’, gli rispondo io. ‘Anche fare l’attore è una missione’: grazie a queste parole del Santo Padre è come se avessi fatto finalmente pace con il mio passato e con le mie scelte

 

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