Marco Pantani: archiviata l'inchiesta bis

È stata archiviata anche l’inchiesta bis sulla morte di Marco Pantani, trovato morto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2004 nella stanza del residence Le Rose, a Rimini. Il…

È stata archiviata anche l’inchiesta bis sulla morte di Marco Pantani, trovato morto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2004 nella stanza del residence Le Rose, a Rimini. Il Pirata non fu ucciso, la richiesta del Procuratore Paolo Giovagnoli di archiviare il caso è stata accettata. Vinicio Cantarini, gip di Rimini, ha concluso per l’assenza di piste da seguire per sostenere che si sia trattato di omicidio volontario. La nuova inchiesta era partita da un esposto presentato a luglio 2014 dalla famiglia del Pirata.

La conclusione del gip

La Procura, dopo aver scandagliato a distanza di anni la scena, dopo aver rivisitato tutti gli atti e dopo aver disposto una nuova consulenza medico-legale, aveva concluso che non c’erano misteri. La verità giudiziaria dunque è arrivata alla conclusione che Pantani morì da solo in una stanza del residence, chiusa dall’interno. Per un’azione prevalente di psicofarmaci, così da far pensare più a una condotta suicida, che ad un’overdose accidentale. Esclusa, in ogni caso, l’ipotesi di un’assunzione sotto costrizione.


L’inchiesta bis

Attraverso l’avvocato Antonio De Rensis, Tonina, la madre di Pantani, aveva sollevato una serie di questioni nell’esposto e non si era arresa di fronte alla richiesta di archiviazione. Il legale della famiglia aveva domandato di approfondire la questione dei metaboliti nel sangue di Pantani, ma anche di interrogare alcuni personaggi mai sentiti dagli investigatori. Secondo De Rensis i rebus da spiegare erano tani. Non è stato dello stesso avviso il Procuratore Giovagnoli: “Più che a indicare indagini suppletive utili a scoprire elementi di un delitto non indagato – ha scritto – tendevano essenzialmente a far dubitare della correttezza e adeguatezza delle indagini del 2004 e a far ritenere falsi i suoi risultati”.

L’indagine sul Campiglio

Archiviata quindi l’inchiesta bis sulla morte del Pirata, quella sui fatti del Campiglio rimane però ancora in piedi. Il 6 luglio si saprà se proseguirà l’inchiesta sull’intervento della camorra al Giro d’Italia del 1999. Questa è la data in cui il gip del tribunale di Forlì, Monica Calassi, ha fissato l’udienza per decidere l’eventuale raccolta di nuovi elementi.

Aggiornamento del 29/06: La reazione della famiglia di Pantani

La famiglia di pantani ha dichiarato che non si fermerà malgrado la sentenza. “Non chiedevamo che ci dessero ragione, chiedevamo di sapere la verità. E la verità ancora non ce l’hanno ancora detta. Per questo la nostra battaglia è tutt’altro che finita” ha dichiarato l’avvocato della famiglia Antonio De Rensis. Si è espressa anche la madre del ciclista Tonina Pantani che non ha mai smesso dal 2004 di cercare la verità sulla morte del figlio: “Il caso chiuso mi ha fatto infuriare. Più mi scontro con situazioni come queste, più mi viene voglia di andare avanti. Non ci fermeremo: voglio la verità. Spero che ora qualcuno dica quello che sa”.

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