Barcellona, chiesti due anni di carcere per Neymar e cinque per Rosell: illeciti nel trasferimento del giocatore

Guai in vista per il club catalano e per il suo presidente nell'ambito del trasferimento di Neymar dal Santos al Barcellona: il procuratore chiede due anni per l'astro brasiliano e cinque per Rosell, oltre a ingenti multe per giocatore e club blaugrana. Anche i genitori del calciatore rischiano grosso

La stella del Barcellona e della nazionale brasiliana Neymar, è al centro dei riflettori non solo per le sue eccezionali prestazioni. Infatti, rimbalza dalla Spagna con furore la notizia della richiesta di una maxi-pena da parte del procuratore dell’Audiencia Nacional José Perals in seguito al trasferimento del calciatore brasiliano nel 2013 dal Santos al Barcellona, a causa di illeciti.

Il trasferimento nella bufera

I reati contestati, già a partire dal 2014 sono frode e corruzione. Due anni di carcere e 10 milioni di euro di multa per Neymar, cinque anni per l’ex presidente del Barcellona Sandro Rosell sono le clamorose richieste di Perals. Inoltre, il procuratore vuole comminare una multa per entrambe le società: 7 milioni di euro per il club brasiliano e 8,4 milioni di euro per i catalani.


Il fondo di investimento che detiene il cartellino di Neymar intende richiedere un risarcimento record, tra i 159 e i 195 milioni di euro, per i danni causati dal trasferimento del 24enne ai blaugrana.

Gli altri indagati

Il procuratore non si è fermato qui: sono infatti finiti nell’occhio del ciclone anche i genitori dell’astro brasiliano e la ditta di famiglia che gestiscono. Per il padre sono stati richiesti due anni di reclusione, mentre solo uno per la madre. Inoltre, per l’accusa, dovranno entrambi pagare una somma di 10 milioni a testa.


Ma la scure della giustizia sportiva  ha raggiunto anche l’azienda di famiglia, la N & N, alla quale è stato richiesto di pagare la somma di 1,4 milioni di euro. Il procuratore chiede invece l’assoluzione per l’attuale presidente del club catalano, Josep Maria Bartomeu, a causa di mancanza di prove.


L’origine dell’indagine

L’indagine nasce nel 2014, quando Dis, il fondo proprietario del 40% del cartellino di Neymar, si è rivolto al pubblico ministero di Madrid. Quest’ultimo ha indagato a fondo scoprendo che c’erano carte poco chiare relative al trasferimento, soprattutto in merito alla cifra che hanno intascato i genitori del brasiliano. In passato i pubblici ministeri avevano anche chiesto misure più dure, come il carcere per Bartomeu e Rosell.




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