Robot e case intelligenti: le nuove invenzioni per assistere gli anziani

Quando la tecnologia viene sfruttata a favore dell'assistenza agli anziani, in modo da poterli assistere 24 ore su 24, nascono robot e case intelligenti

Considerando che la popolazione di anziani è in crescita e che i costi da affrontare per far sì che le persone avanti con gli anni vengano assistite e curate nel migliore dei modi non sono esigui, ecco che si vagliano soluzioni alternative come robot per sostituire badanti e case talmente tecnologiche da riuscire a prendersi cura di loro. Ma affideremmo davvero i nostri nonni ad un robot?

I nuovi robot-badanti

Tra coloro che stanno cercando di utilizzare la tecnologia a favore degli anziani vi è il designer Conran che ha realizzato un cane robotico, chiamato Miro, che descrive come un compagno-robot che attraverso la tecnologia riuscirà a rendere la vita del suo futuro proprietario più semplice. Miro sarà in grado di aiutarlo a prendere le medicine, ricordargli i nomi di coloro che entreranno in casa e sarà capace addirittura di interrogarlo se lo vedrà in difficoltà.

Un braccialetto che l’anziano porterà al polso sarà fondamentale in tutto questo in quanto monitorerà la frequenza cardiaca e la temperatura corporea. L’aggiunta di telecamere presenti in casa permetteranno di monitorare l’anziano nel migliore dei modi.

Ovviamente Conran non è il solo a cercare di utilizzare la tecnologia in questo modo. In Giappone, il dottor Toshiharu Mukai della Meijo University, ha sviluppato un robot in grado di sollevare i pazienti aiutandoli a sdraiarsi sui letti o sedersi sulle sedie a rotelle. Questo robot, di nome Robear , è stato progettato per riuscire a svolgere un lavoro che normalmente coinvolge diversi operatori. Ma Robear e Miro non sono gli unici robot progettati per questo scopo.

Una casa a misura di anziano

Oltre i robot vi è una casa di proprietà dell’Università di Hertfordshire costruita in modo tale che gli anziani all’interno di essa siano perfettamente sotto controllo. Kerstin Dautenhahn, professore di intelligenza artificiale presso l’Università di Hertfordshire, spiega che questa è in grado di fornire una serie di funzioni, come assistenza fisica e cognitiva: “È una casa intelligente in cui vi sono più di 60 sensori, come ad esempio quelli per la temperatura, collegati a tutti i rubinetti dell’acqua calda e fredda, in modo da sapere quando qualcuno è in bagno, e molte telecamere omnidirezionali in grado di identificare e tracciare le persone. Vi sono sensori collegati a tutti i dispositivi elettrici, quali la TV, il bollitore, il tostapane e il frigo, così ancora una volta siamo in grado di rilevare quando qualcuno utilizza tali dispositivi”.

Ma tutte queste macchine, per quanto efficienti possano essere, potranno mai riuscire a sostituire il reale contatto umano?

Un esempio di assistenza “umana” arriva dai Paesi Bassi

Un esempio di assistenza agli anziani con una filosofia opposta ai robot arriva da una casa di cura dei Paesi Bassi. Questa offre appartamenti gratuiti agli studenti in cambio di 30 ore di lavoro ogni mese con i loro vicini anziani. Il paese di Hogewey, invece, situato nella periferia di Amsterdam, è stato costruito da zero per accogliere pazienti affetti da demenza. I 23 edifici in Hogewey sono stati progettati per essere repliche esatte delle case dal 1950 e 1970, così da rendere davvero reale la percezione che la persona ha della realtà.

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