Caso Banca Etruria: già assolti gli ex vertici

Per il caso Banca Etruria sono già stati assolti gli ex vertici indagati. Per il tribunale vince la difesa: nessun ostacolo alla vigilanza di Bankitalia

Assolti gli ex vertici di Banca Etruria: sono bastate due ore per far crollare le innumerevoli accuse costruite negli anni. Per il tribunale ha ragione la difesa, secondo la quale gli imputati avevano comunicato tutti gli elementi fondamentali a Bankitalia, per cui “il fatto non sussiste”. Gli ex vertici vengono quindi assolti nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di credito di Arezzo.

La sentenza

Anna Maria Loprete, il gup del tribunale di Arezzo, ha assolto in primo grado e con formula piena 3 imputati del crac aretino: sono bastate 2 ore per azzerare i 3 anni di lavoro svolto dalla procura. L’inchiesta riguardava l’ostacolo alla vigilanza per l’appostamento tra gli incagli di crediti che, invece, avrebbero dovuto essere indicati come sofferenze. Il giudice Loprete ha così assolto l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri. i 3 erano accusati di aver finanziato, con 10,2 milioni, gli acquirenti della società Palazzo della Fonte, contenente buona parte del patrimonio immobiliare di Banca Etruria. Il giudice sostiene: “Il fatto non costituisce reato”, per l’accusa riguardante la sottovalutazione nel bilancio 2012 di Banca Etruria dei crediti deteriorati. Gioiscono, a questo punto, gli avvocati difensori, i quali hanno sostenuto: “Tiriamo un sospiro di sollievo. La scelta di aver optato per il rito abbreviato ha pagato”.


Le vittime

L’Associazione Vittime del Salva-Banche, che riunisce gli ex azionisti ed ex obbligazionisti di Banca Etruria, è rimasta scioccata dalla sentenza. Infatti, ha così commentato: “Giudichiamo inammissibile e vergognosa l’assoluzione dall’accusa di ostacolo all’autorità di vigilanza. Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori”. L’Associazione si riserva di leggere la sentenza per capire cosa abbia indotto il gup del tribunale di Arezzo ad una sentenza così inaspettata. Le vittime, inoltre, aggiungono: “Qualcosa in questa vicenda non torna: o si è nascosto alle autorità di vigilanza i crediti in sofferenza oppure Banca Italia non doveva risolvere la banca e valutare al 17% i crediti in sofferenza. Che siano a questo punto messe in luce responsabilità ben più alte, ovvero quella di Banca d’Italia e di Consob”. Infine, a tal proposito, la Procura di Arezzo farà appello contro la sentenza del gup del Tribunale. Il procuratore capo Roberto Rossi non ha nascosto la sua sorpresa per la decisione del giudice.

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