Pedofilia nel calcio inglese: il Chelsea pagò il silenzio del calciatore vittima di abusi

Un ex giocatore delle giovanili viene allo scoperto e racconta tutto. Lo scandalo nel mondo del calcio inglese assume proporzioni preoccupanti

REGNO UNITO- A seguito della denuncia di Paul Stewart, aumentano le segnalazioni di pedofilia nel calcio inglese. Ora anche il Chelsea è costretto a fare i conti con le confessioni di un ex giocatore.

A raccontare la vicenda è il Mirror, che riporta le parole di Gray Johnson. “Il Chelsea comprò il mio silenzio“, rivela l’atleta, dopo tanti anni. Intanto il club sportivo, uno dei più prestigiosi al mondo, spiega di aver affidato la vicenda ad uno studio legale, che si occuperà di fare le dovute verifiche.

La testimonianza di Johnson

Sembra essersi scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora, in questi giorni, sui casi di pedofilia nel mondo del calcio. Numerosissimi gli episodi denunciati nelle categorie dilettanti. Ora però spuntano grossi nomi nella lista, come quello della società di Abramovich.

La squadra, stando a quanto raccontato da Johnson, avrebbe pagato un risarcimento di 50mila sterline, per insabbiare gli abusi di cui il giovane calciatore, all’epoca appena 13enne, fu vittima. Il silenzio dello sportivo è stato praticamente comprato, affinché la faccenda non venisse rivelata a nessuno. Ma Johnson ha deciso di rompere quel silenzio vergognoso e chiede giustizia.

Milioni di tifosi in tutto il mondo guardano il Chelsea. Si tratta di uno dei più grandi e più ricchi club del mondo. Tutti i fan meritano di sapere la verità su quello che è successo. Nessuno dovrebbe sfuggire alla giustizia” dice lo sportivo. L’ex giocatore dei ‘Blues’, superato il primo livello di imbarazzo, ha così riportato a galla quelle orribili verità. Erano gli anni ’70 quando fu affidato alla guida del coach  Eddie Heath, che per ben 3 anni lo sottopose a violenze. Heath si insinuò nella sua vita, anche come amico di famiglia. E spesso, con l’attenuante degli allenamenti, lo teneva via da casa per lunghi periodi.

Ho provato vergogna, la mia adolescenza è stata strappata via da quest’uomo. Ho avuto problemi per il resto della mia vita“. Poi prosegue: “So che altri ragazzi che giocavano con me nelle giovanili del Chelsea hanno subito gli stessi abusi. Ho deciso di parlare anche per loro e per tutti gli altri ragazzi che, a causa dell’amore per il calcio, sono precipitati in un inferno“.

Con il Chelsea trema il calcio inglese

Le accuse sono pesanti. Secondo la versione di Gray Johnson, la società avrebbe pagato una cifra pari a 60mila euro, per assicurarsi, tramite una clausola da contratto, che l’ex calciatore non facesse mai parola delle vicende risalenti agli anni ’70.

Alle accuse la squadra di Abramovich risponde con un comunicato. “Abbiamo incaricato uno studio legale di effettuare un’investigazione su un ex dipendente del club negli anni ’70, ora deceduto. La società ha inoltre contattato la FA per assicurarsi che ogni possibile assistenza sia garantita durante l’indagine. Il club informerà la FA qualora dovessero esserci significativi sviluppi. Fino a quel momento, non farà ulteriori commenti su questa vicenda.

Con il Chelsea, però, è tutto il calcio inglese a tremare. Ora che stanno venendo in superficie torbide vicende di pedofilia anche nell’ambito di squadre di un certo livello lo scandalo sta acquistando proporzioni davvero sconvolgenti. Migliaia le segnalazioni, più di 300 le vittime che stanno venendo allo scoperto. Tanto che adesso è stata istituita una linea dedicata a ex calciatori che hanno subito abusi sessuali quando ancora erano bambini. Tutto questo ha indotto le autorità britanniche, non solo a riaprire vecchi casi di denuncia, ma ad effettuare controlli ancora più serrati nell’ambiente.

 

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