Referendum: boom dei voti all'estero. Pericolo brogli?

I seggi non hanno ancora aperto eppure è già polemica. La straordinaria affluenza al voto degli italiani all'estero fa insorgere i primi sospetti

Ufficialmente non è ancora il 4 dicembre, il popolo italiano non si è ancora espresso eppure, c’è già chi va gridando “Brogli“. È conto alla rovescia per il fatidico referendum costituzionale: mentre ancora in tanti si apprestano a documentarsi su cosa votare, c’è già chi si è espresso. La forte affluenza degli italiani all’estero fa insorgere i primi sospetti.

Lo “strano” boom di voti all’estero

Mancano pochissime ore all’apertura dei seggi eppure un dato sembra già avanzare forti ipotesi sul risultato finale del referendum costituzionale. Ora come ora, secondo le pochissime informazioni che riescono a trapelare, pare che il voto degli italiani all’estero potrebbe assurgere ad essere davvero l’ago della bilancia. Chi risiede oltre confine di fatto, ha già votato. Sebbene non possa essere resa nota l’affluenza estera prima che venga trasmessa quella italiana, pare che siano stati proprio tanti coloro che, da lontano, hanno voluto dire la propria sulla profondissima riforma promossa dal Premier Renzi.


Il dato ovviamente, non può e non deve essere letto come ufficiale, ma in qualità di ufficioso, pare che l’affluenza al voto all’estero abbia toccato una percentuale quasi sbalorditiva: 40%. Un numero che, per quanto al momento innocuo, rincuora Renzi ed infuoca al tempo stesso i tenaci e combattivi sostenitori del No.

Affluenza al 40%: fronte del No in subbuglio

In Svizzera, l’affluenza pare aver toccato il 42,2%, in Inghilterra il 37%: gli italiani registrati all’estero ed aventi il diritto di voto, hanno deciso. L’attacco però è chiaro: “Hanno deciso per loro o decideranno per tutti?”. Confrontando i dati infatti, sembra che lo scarto sia davvero profondo: la percentuale di fatto supera anche quel 39,9% di italiani che votarono per le consultazioni politiche del 2008. Un 40% dunque che pesa come un macigno: sono tante infatti le ragioni che portano a pensare che la maggioranza degli italiani all’estero abbia votato . Renzi d’altronde, fu chiaro fin da subito: il voto dei suoi cittadini oltre confine l’ha sempre desiderato, voluto, cercato.

I sospetti: le prime critiche sono asprissime

Il voto all’estero dunque, è all’ordine del giorno. E se Renzi ha già voluto rispondere: “Mi spiace molto, è un film già visto.. Non capisco perché dire che lì si fanno i brogli“, dall’altro fronte le accuse volano, pesantissime: “Mi sembra di assistere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci” tuona Calderoli. Intorno al voto estero c’è una coltre di nebbia fittissima: “Penso che nei consolati e nelle ambasciate ne siano successe di cotte e di crude” affonda dal canto suo Matteo Salvini. Mentre dunque la sfida ancora attende d’esser aperta, le prime polemiche sembrano conquistare già la scena.

 

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