Jobs Act, a gennaio la Consula decide sul referendum abrogativo

Jobs act - L'11 gennaio la Corte Costituzionale prenderà una decisione riguardo il referendum abrogativo che vorrebbe reinserire l'articolo 18

L’11 gennaio la Corte Costituzionale prenderà una decisione riguardo il referendum abrogativo promosso dalla Cgil grazie a 3,3 milioni di firme. L’intento è quello di ripristinare il famoso articolo 18, eliminare i voucher, e recuperare la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante.

Il referendum

La raccolta firme è cominciata il 9 aprile e in Cassazione è arrivata l’1 luglio. Nel caso la risposta della Corte Costituzionale l’11 gennaio dia il via libera, il referendum – che prevederà il quorum – potrebbe svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Le paure prima del referendum

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, chiarisce però che la possibilità del referendum crea una situazione di difficile incertezza e ammette che il clima di incertezza italiano è uno dei responsabili delle mancate assunzioni. “Se non prendiamo posizioni su alcune cose l’ansietà del sistema Paese di giorno in giorno aumenta. I consumatori non consumano, gli investitori attendono e questo è un problema. Abbiamo fatto il Jobs act adesso c’è il referendum. Se arriva il referendum cosa accade? Io imprenditore attendo e non assumo. Questi sono i capolavori italiani dell’ansietà e dell’incertezza totale“.

Il futuro secondo Poletti

Allo stesso tempo però il referendum potrebbe essere un altro difficile scoglio per la maggioranza. Oggi il governo Gentiloni ha incassato la fiducia al Senato, con 169 sì, ma rassicurerebbe il governo andare al voto prima della data del referendum. Il ministro Giuliano Poletti ha ammesso: “Se si vota prima del referendum il problema non si pone. Ed è questo, con un governo che fa la legge elettorale e poi lascia il campo, lo scenario più probabile“. Questo secondo il ministro sarebbe lo scenario migliore nel clima di incertezza che aleggia intorno alla politica, ma soprattutto intorno al Pd e al governo. In caso di elezioni anticipate, il referendum verrebbe probabilmente posticipato di un anno.

Come risolvere

Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro, ha parlato ieri all’assemblea dei deputati del Pd e ha cercato una soluzione: “Sui voucher il problema si può risolvere tornando alla legge Biagi e dando ai voucher carattere occasionale e accessorio. Molto più difficile evitare il referendum sull’articolo 18, ma non possiamo stare fermi quando i dati Inps indicano una crescita dei licenziamenti, soprattutto di quelli disciplinari“.

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