Caso Enasarco: in manette Raffaele Marra e Sergio Scarpellini

Vento di corruzione sul Campidoglio per la compravendita delle case Enasarco. Indagato anche il costruttore Sergio Scarpellini

ROMA- L’inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco giunge ad una svolta. Lo scandalo travolge direttamente l’entourage di Virginia Raggi. In manette il suo braccio destro Raffaele Marra.

Su ordine della Procura di Roma è scattato il mandato di arresto per l’attuale capo del personale del Campidoglio, nonché braccio destro della sindaca, indagato per corruzione, eseguito dai Carabinieri. Con lui in prigione anche il costruttore Sergio Scarpellini. 

Il caso Enasarco

Gli illeciti di Marra risalirebbero al periodo in cui ricoprì il ruolo di direttore dell’ufficio della Politiche abitative del Comune e capo del Dipartimento del patrimonio e della casa. All’epoca l’incarico gli fu affidato dal sindaco Alemanno.

L’inchiesta, aperta da L’Espresso, rivelò che Marra, insieme con la moglie, comperò da enti quali la Fondazione Enasarco, ma anche da privati, immobili a prezzi bassi da record. Le accuse sono pesanti. Il fedelissimo della Raggi, secondo le indagini, avrebbe intascato delle tangenti proprio nel periodo in cui ha lavorato ad Enasarco.


Un’aggravante il fatto che Marra, tra l’altro, abbia un passato da finanziere. Il capo del Campidoglio decise di spogliarsi della divisa nel 2006. L’attrazione per la politica lo ha portato poi ai vertici della giunta romana, prima con Adinolfi, ora con la Raggi.

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