L'alluce valgo: cos'è e come curarlo

L'alluce valgo è una patologia che deforma il piede. Molte persone ne sono affette, soprattutto le donne. Ecco cos'è e come curarlo

Molte persone, soprattutto donne. soffrono del cosiddetto alluce valgo. Ma di cosa si tratta? Perché ne soffriamo? Quali sono i sintomi? Come è possibile curarlo?

Che cos’è l’alluce valgo e da cosa dipende questa patologia

L’alluce valgo è una patologia che interessa la zona del piede. Alfieri Montrasio, responsabile dell’unità specialistica piedi e caviglie dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, spiega:  “L’alluce valgo è una deformità del primo dito del piede caratterizzata dalla deviazione laterale e dalla rotazione in valgo dell’alluce con adduzione e rotazione in varo del primo osso metatarsale”.  Cosa vuol dire? Significa che il 1° osso metatarsale dell’alluce subisce una rotazione, spostando così il dito verso l’interno del piede. L’osso non è più allineato con l’alluce, per questo crea un angolo anormale alla base del dito. L’arto appare, quindi, deformato. Chi ha un parente affetto da questa patologia, ha più probabilità di nascere con lo stesso disturbo. L’alluce valgo, infatti, si trasmette per familiarità. Le cause di questa malattia possono essere di varia natura. Portare scarpe strette, che costringono il piede in posizioni scomode, può far crescere questa patologia. Proprio per questo motivo, le donne ne sono più affette. Altre cause sono la presenza della pianta del piede piatta o dell’artrite reumatoide.

I sintomi

Spesso, l’alluce valgo rimane del tutto asintomatico. Una marcia prolungata o un utilizzo di scarpe particolari, possono dare inizio ad una infiammazione del 1° osso metatarsale, provocando dolore. In alcuni casi i sintomi peggiorano, fino a limitare l’utilizzo di scarpe e la deambulazione. Per la maggior parte dei casi, però, l’alluce valgo porta a gonfiorearrossamenti, con fitte di dolore.

Come curare questa patologia

Alfieri Montrasio afferma: L’intervento è indicato quando insorgono i sintomi e le dita dei piedi si deformano a griffe o a martello. Quando si indossano le scarpe c’è sfregamento e insorgono callosità, ulcere o borsiti”. Esistono tre tipi di interventi, effettuati in day ospital o con una notte di ricovero. Il primo è quello più tradizionale. Si tratta di un intervento di osteotomia correttiva, Montrasio spiega che: ” L’operazione prevede una piccola incisione mediale alla prima testa metatarsale (zona volgarmente detta “cipolla”) ove viene effettuata la riduzione della “’cipolla” e il riallineamento dell’alluce e talvolta della falange prossimale con l’inserimento di mezzi di sintesi (viti e fili tra gli altri)”. Il secondo intervento è una tecnica mini invasiva, che prevede delle micro incisioni. L’ultima è un’operazione percutanea, e consiste nel fresare o tagliare l’osso, attraverso dei fori nel piede. Dopo l’intervento bisogna utilizzare le stampelle per un mese e indossare una calzatura post operatoria. Dopodiché solo scarpe da tennis per almeno un altro mese. Fortunatamente, la fisioterapia non è obbligatoria.

La prevenzione però, rimane la tecnica più sicura. Alfieri Montrasio dichiara: “Plantari su misura in caso di piedi piatti, scarpe adeguate con un tacco che varia per la donna dai 2 ai 4 centimetri e di 1 centimetro per l’uomo che rispettino l’anatomia del piede; la differenza di altezza di tacco tra uomo e donna è in relazione alle caratteristiche del bacino più largo nella donna, e della curva della colonna vertebrale. Infine, è utile consultare subito un podologo al fine di fare educazione alla prevenzione dell’alluce valgo”.

Aggiungi un commento