Cercasi volontari per donare affetto ai minori abbandonati

L’abbandono dei neonati è una realtà visibile anche in Italia e per questo non trascurabile. Per combattere questo fenomeno diverse associazioni di volontariato, tra le quali “I Bambini di Dharma”, sono alla costante ricerca di volontari disposti a dare affetto ai bebè

Compie ormai sei anni l’associazione “I Bambini di Dharma” specializzata nell’assistenza ai minori. La onlus, con sede a Brescia, attraverso i suoi volontari si occupa in particolare di bebè abbandonati alla nascita, di minori ricoverati nel reparto di pediatria e di minori vittime di maltrattamento.




Il fenomeno in italia

Sebbene gli organi di informazione non ne parlino spesso, in realtà l’abbandono dei neonati è un fenomeno tutt’altro che assente in Italia. I dati emersi da uno studio conoscitivo effettuato dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) in collaborazione con “Ninna Oh” sono tutt’altro che rassicuranti. Il progetto, promosso dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e dal Network  KPMG in Italia, condotto tra luglio 2013 e giugno 2014 ha coinvolto 100 centri di nascita su tutto il territorio nazionale. L’indagine ha mostrato che su un campione di 80.060 bambini nati, 56 non sono stati riconosciuti dalle madri (è da tenere in considerazione che il tasso di natalità in Italia sfiora i 500.000 nati ogni anno).

Nel caso di bambini abbandonati alla nascita, l’associazione ha sviluppato un progetto intitolato “La Valigia”, volto a permettere ai minori di ricordare il loro passato. Concretamente essa si occupa di raccogliere i ricordi della loro infanzia e di consegnarli loro nel momento in cui verranno adottati. Un’attività simile viene svolta dalla Spence-Chapin, un’agenzia no profit statunitense che si occupa di problematiche legate a depressione, problemi relazionali all’interno del nucleo familiare ed adozioni.

Le conseguenze dell’abbandono

Il fenomeno dell’abbandono è stato studiato dallo psicoanalista Renè Spitz che, nello studio del rapporto madre-figlio, focalizzò l’attenzione sulle conseguenze dello sviluppo del bambino in caso di deprivazione affettiva. Lo studioso austriaco notò un ritardo nello sviluppo psicofisico ed un tasso di mortalità maggiore tra i bambini abbandonati durante i primi mesi di vita rispetto ai bambini cresciuti con le loro madri. Al termine della sua indagine, Spitz ha definito “Depressione anaclitica” la reazione di un bambino in seguito alla separazione dalla persona amata.

Un vero e proprio trauma questo, che si consolida progressivamente se il neonato non riceve la dovuta assistenza. I risultati della sua indagine quindi mostrano l’importanza delle interazioni sociali nelle prime fasi di vita del bambino per garantire un corretto sviluppo tanto fisico tanto mentale della persona. Per questo motivo molte associazioni, come la Spence –Chapin sono alla ricerca di volontari disposti a trascorrere del tempo con i neonati durante i loro primi mesi di vita. Un gesto, questo, di grande solidarietà per donare a questi bambini l’affetto che gli è stato sottratto.

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