19enne malato di Sla realizza il suo sogno grazie alle braccia del fratello

La storia di Paolo Palumbo, 19 anni, che con la Sla continua a lottare per diventare cuoco, tutto grazie all'aiuto del fratello che gli ha prestato le sue braccia

Un talento per la cucina ereditato dal padre, il sogno di essere ammesso all’Accademia di Gualtiero Marchesi (la Scuola Internazionale di Cucina Italiana) e una malattia, arrivata all’improvviso, che non riesce a mettere la parola fine a tutti i suoi progetti. Questa è la storia di Paolo Palumbo, un ragazzo di soli 19 anni, che da 2 ha iniziato la sua battaglia contro la Sla. Aveva 17 anni quando la malattia si presentò per la prima volta, in quegli anni sognava di diventare cuoco e si stava impegnando per realizzare il suo sogno, quando arrivò lei, la malattia.

La malattia e le cure

Il primo a fermarsi fu il braccio destro, paralizzato dalla Sla. Per Paolo fu l’inizio di un incubo, prima le operazioni, poi la fisioterapia, ma tutto fu vano perché nel giro di poco tempo fu la volta del braccio sinistro. La vita di Paolo cambiò radicalmente, e tutte le funzioni che una volta erano banali, come prendere un bicchiere d’acqua, ora diventano impossibili.

Nel giro di poco tempo, la visita neurologica dà l’esito raccontato dallo stesso Paolo: “Sla, con l’attribuzione di uno dei peggiori primati che esistano, ossia che sono il più giovane caso in Italia e uno dei più rari d’Europa perché ho la compromissione del motoneurone 1 e 2 (bulbare e spinale)“. Oggi il giovane è in cura al Nemo, centro specializzato in patologie neuro degenerative di Milano, dove, dopo una cura con le cellule staminali, sta sperimentando il nuovo farmaco Brainstorm appena arrivato dagli Stati Uniti, che potrebbe rallentare il decorso della malattia.

Il sogno continua con “Sapori a colori”

La salute di Paolo sarà sempre molto delicata e fragile, ma non i suoi sogni, per i quali continua a lottare senza farsi abbattere, anche grazie al contributo del fratello Rosario, il quale ha deciso di lasciare il suo lavoro e di dedicarsi esclusivamente ai sogni del fratello più piccolo di due anni. “Ho entrambe le braccia paralizzate, non potrei cucinare senza il supporto di mio fratello: in pratica io do la ricetta e lui esegue in base alle mie indicazioni“, come si deduce da queste parole, Paolo ha consapevolezza della fortuna di aver al suo fianco Rosario, ed è così che ha deciso di restituire il favore al destino, dando il suo contributo a tutti i malati di Sla che, a causa della malattia, non possono deglutire e non possono più godere del sapore del cibo.

L’idea

Paolo racconta che parlando con Alberto, 44 anni, conosciuto al Nemo, e vedendolo costretto a nutrirsi tramite una sonda nello stomaco, ha deciso di dedicarsi a questo progetto. “Da lì è nato il mio progetto SAPORI A COLORI, in collaborazione con lo chef Luigi Pomata, un libro di ricette semplici per pazienti con problemi di deglutizione, disfalgia o alimentati tramite sonde per aiutare i familiari a cucinare, poi a omogeneizzare e somministrare per via orale o tramite sonda il piatto“.

La prima ricetta sarà dedicata ad Antonio: “Il suo piatto preferito: risotto con prosecco e crescenza“. Il libro verrà pubblicato a metà febbraio e contiene 50 ricette tre antipasti, primi e dolci. Paolo è entusiasta: “Devo tutto ai miei genitori senza di loro questo mio sogno non si sarebbe avverato“. Paolo non smette di sognare, ed ha già in programma un nuovo obiettivo. Il brevetto ancora rimane segreto, ma staremo a vedere: “Non mi ferma nessuno, nella vita niente è impossibile“.

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