Violenze sui compagni di scuola: bullo 15enne agli arresti domiciliari

Un vero incubo quello vissuto da alcuni ragazzini di una scuola media. I carabinieri hanno fermato un 15enne, poi sottoposto ad arresti domiciliari.

Ha solo 15 anni ma per molto tempo si è accanito sui suoi compagni di classe e di scuola, facendogli vivere un vero incubo. Un giovanissimo bullo che è riuscito a tenere sotto scacco una scuola media di Gualdo Tadino, Perugia, dove per mesi il 15enne ha preso in giro, umiliato e vessato i suoi compagni. In particolare, il bullo si accaniva su 5 ragazzini, tra cui tre maschi e due femmine, tutti di età compresa tra i 12 ed i 13 anni. Tutte e cinque le vittime hanno tentato di resistere, sopportando per mesi le vessazioni del bullo, senza che nessuno sapesse nulla di quello che erano costretti a sopportare tra le quattro mura scolastiche. Ma alla lunga i 5 ragazzini non ce l’hanno fatta più, finendo per raccontare tutto ai genitori. Sono state proprio le famiglie delle piccole vittime a denunciare il bullo ai carabinieri.


Violenze fisiche e psicologiche

I militari hanno per ben due mesi seguito la situazione che i cinque ragazzini vivevano a scuola. 60 giorni di indagini che hanno consentito ai carabinieri di appurare l’effettivo comportamento del 15enne, fatto di vessazioni e continue umiliazioni ai danni dei suoi compagni. Prese in giro ma anche violenze psicologiche e fisiche, con insulti e minacce che i ragazzini erano costretti a subire ogni singolo giorno. Uno stress quotidiano che stava finendo per allontanare le vittime dalla scuola. I genitori hanno infatti capito che qualcosa non andava quando i ragazzini hanno iniziato a non voler più andare a scuola.

15enne agli arresti domiciliari

Per il bullo sono così scattati gli arresti domiciliari. Secondo quanto deciso dal Tribunale per i minorenni di Perugia, l’accusa è di “atti persecutori” ed il 15enne non potrà ora abbandonare la propria abitazione né incontrare persone che non facciano parte della famiglia. Pare inoltre che il 15enne abbia alle spalle un complessa situazione familiare. Ripetente, è figlio di un operaio marocchino disoccupato. In effetti, vive una situazione che le forze dell’ordine già conoscevano, arrivando in passato ad allertare persino i servizi sociali. Le indagini, intanto, proseguono per appurare se il 15enne abbia goduto del supporto di complici o meno.

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