Cassano rimane senza squadra: "Pronto a fare il manager di mia moglie"

L'attaccante barese, senza squadra dopo l'esperienza alla Sampdoria, rivela a Staffelli l'ipotesi di ritirarsi a giugno dal calcio. Cassano rivela di voler poi eventualmente dedicarsi alla moglie e alla sua carriera nella pallanuoto

Lo dice quasi sorridendo, Antonio Cassano: nel calcio sembra proprio che nessuno lo voglia più. E allora l’attaccante barese, dopo tanto girovagare, potrebbe appendere gli scarpini al chiodo a 35 anni ancora da compiere. A rivelarlo è lui stesso a Valerio Staffelli di Striscia la Notizia.

Un Tapiro per Cassano

Il calciatore si è visto infatti recapitare dall’inviato del Tg satirico il famosissimo Tapiro d’Oro per via di questi mesi lontano dal rettangolo di gioco. Nell’intervista che andrà in onda nella serata del 15 febbraio, Cassano confessa la sua sofferta ma motivata decisione di lasciare il calcio. “Non mi cerca più nessuno, che devo fare? Non voglio andare da nessuna parte, niente Cina, Grecia, Argentina. Volevo rimanere in Italia, però ad oggi non c’è niente“, spiega in tutta onestà a Staffelli.


I propositi per il futuro

Cassano è convinto di poter far la differenza ancora ad alti livelli: “Con le pippe che ci sono in giro, io posso ancora giocare in A. Ma se non c’è l’opportunità rimango a casa. Ci sono grosse possibilità che a giugno finisca la mia carriera e inizi a fare il manager di mia moglie. Adesso il grano a casa lo porta leispiega il calciatore che ha vestito le più diverse casacche negli scorsi anni. Il barese è sposato ormai da 7 anni con la campionessa di pallanuoto Carolina Marcialis: sarà lei ora a rubare la scena a Cassano?

La carriera di Fantantonio

Cassano ha mosso i primi passi da calciatore nella squadra della sua città, il Bari. Negli anni successivi, poi, il grande salto alla Roma prima – dove rimane per ben 5 anni – e al Real Madrid poi. L’esperienza spagnola è meno positiva di quella nella Capitale. Tornato in Italia, ecco che Cassano torna a far vedere di cosa è capace: per lui anni importanti a Genova, sponda Sampdoria, e poi Milano, dove veste le divise di entrambe le due squadre, Milan e Inter. Gli ultimi anni della carriera li passa a Parma prima e di nuovo alla Samp, ultimo suo club.

 

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