Taormina mai pagato: Franzoni condannata

Annamaria Franzoni, assassina del figlio nel "delitto di Cogne", è stata condannata per non aver pagato le prestazioni dell'avvocato Taormina. Ora il risarcimento è ingente.

Annamaria Franzoni è stata condannata dal Tribunale civile di Bologna a risarcire il suo ex avvocato Carlo Taormina per le prestazioni mai pagate. La sentenza, emessa dal giudice Giuseppina Benenati, prevede un pagamento di più di 400mila euro.

Una parcella mai pagata

La vicenda ha avuto inizio 4 anni fa: nel 2013, Taormina citò in giudizio Annamaria Franzoni, la sua celebre ex assistita, e il marito Stefano Lorenzi. L’avvocato sosteneva di non essere stato pagato per l’assistenza fornita durante per il delitto di Cogne, il processo che vide la donna condannata per l’omicidio del figlio Samuele. La denuncia, presentata al tribunale civile di Bologna, chiedeva un risarcimento di oltre 770mila euro, calcolati sommando i 5 anni di prestazioni forensi alle querele di Stefano Lorenzi. Al proprio fianco l’avvocato ha voluto il figlio Giorgio, che si è occupato dell’intero processo fino alla sentenza appena ottenuta: non soddisfatti della cifra stabilita, secondo loro di molto inferiore alle perdite subite, i Taormina hanno subito annunciato ricorso.

Franzoni di nuovo in tribunale

Questa è la seconda condanna attribuita ad Annamaria Franzoni in seguito all’ omicidio del piccolo Samuele. La donna, assistita questa volta da un trio di avvocati, Cristiano Prestinenzi, Lorenzo Imperato e Livio Bonazzi , dovrà pagare all’ ex legale più di 400mila euro. La cifra è stata stabilita dall’avvocato Marco D’Apote, incaricato della consulenza tecnica: secondo la sua ricostruzione, la Franzoni dovrebbe all’ avvocato Taormina 275mila euro, cifra destinata a crescere per includere Iva, interessi e cassa previdenza avvocati.

Perché non è stata pagata la parcella?

La difesa dei tre avvocati si basa sulle dichiarazioni della Franzoni, fornite sia nell’ aula del tribunale sia nella sua autobiografia: secondo la donna, sarebbe stato Taormina stesso ad accettare il caso senza voler ricevere un corrispettivo economico. La gratuità della prestazione non sarebbe stata però inserita in nessun accordo formale, perciò il giudice ha ritenuto necessario il risarcimento. Secondo le parole della stessa Giuseppina Benenati i coniugi “sono caduti nell’equivoco sulla gratuità dell’attività dell’avvocato Carlo Taormina ma per loro disattenzione, posto che per qualsiasi incarico, il cliente è tenuto al pagamento di tutte le attività svolte dal professionista fino al momento della revoca“.

Delitto Cogne: chi è Annamaria Franzoni

Annamaria Franzoni è un nome tristemente noto alla cronaca nera: nel 2008 è stata condannata a 16 anni di reclusione per il brutale assassinio del figlio Samuele il 30 gennaio 2002. Secondo le ricostruzioni, il bambino di 3 anni sarebbe stato colpito più volte con un corpo contundente. La madre, che aveva allertato il 118 perché il figlio “vomitava sangue”, è stata sospettata fin da subito: processata nel tre gradi di giudizio, la donna è stata definitivamente condannata il 21 maggio 2008. Prima di Taormina, la Franzoni era stata difesa da Carlo Federico Grosso.

La fama del caso è anche legata alla grande campagna mediatica che ha seguito il processo: gli avvenimenti furono oggetto di importanti programmi tv, come Porta a Porta e Maurizio Costanzo Show. L’opinione pubblica si divise tra innocentisti e colpevolisti.

Aggiungi un commento