Vittima di bullismo, la studentessa si impicca nel bagno della scuola

Per troppo tempo vessata dalle sue compagne di classe, ha deciso di togliersi la vita

REGNO UNITO- Dagmara Przybysz, è questo il nome della studentessa di 16 anni che si è impiccata nel bagno della scuola. Quando gli inservienti dell’istituto trovarono il suo corpo, il pomeriggio dello scorso 16 maggio, per lei era già troppo tardi. Solo ora viene fuori la verità: Dagmara era vittima costante di bullismo.

Il dossier della polizia

Sul caso si è indagato a lungo, ci sono voluti mesi, ma alla fine gli investigatori hanno individuato le ragioni del suo gesto. A spiegare il tutto in Tribunale, il responsabile del caso, l’agente Panter. Il capo delle indagini ha detto: “Abbiamo raccolto numerose testimonianze da parte di studenti della scuola e scoperto che Dagmara aveva subito atti di bullismo da parte di alcune sue coetanee, che l’hanno insultata e malmenata lungo un corridoio dell’istituto“.

La squadra a cui è stato affidato il caso ha confermato di essere riuscita ad individuare i responsabili di quegli atti di bullismo. Ovviamente, però, in quanto minorenni, i loro nomi sono rimasti nell’anonimato. “Abbiamo già dovuto piangere una ragazza, non vogliamo che si inneschino nuove violenze, sarebbero per noi inaccettabile” ha concluso Panter.

l’incubo di Dagmara

Nei mesi precedenti alla sua morte, Dagmara ha vissuto un vero e proprio incubo. La 16enne, presa di mira da un gruppo di sue compagne, affrontava ogni giorno di scuola con angoscia soffocante. Insulti, umiliazioni, abusi devono aver raggiunto il punto limite, tanto che la ragazza non deve aver visto una via d’uscita.

La via d’uscita invece c’è, ed è la denuncia. Purtroppo la realtà che ha vissuto Dagmara è la realtà di tanti altri ragazzi come lei. Un’indagine risalente ad appena 3 anni fa ha dimostrato che le ragazze hanno più possibilità di finire vittime di bullismo. Specie nel Regno Unito, la percentuale aumenta con l’abbassarsi dell’età. Il fenomeno coinvolge per il 63% i soggetti di sesso femminile. La percentuale maschile si aggira invece intorno al 48%.

 

Aggiungi un commento