Affetta da un morbo che le mangia la pelle ora è senza sussidi

CeaJay Clem è affetta da una malattia che le mangia la pelle se esposta al sole. Il governo le ha ora tolto il sussidio ritenendo possa tornare al lavoro.

CeaJay Clem ha 59 anni e dal 2002 è imprigionata nella sua stessa casa. Se prima conduceva una vita “normale”, quel terribile anno segnò per sempre una svolta. Già nel 1997, la donna aveva sofferto di esaurimento nervoso, condizione che l’aveva costretta a stare a casa a riposo. Non poteva sapere che quello era solo un presagio della malattia che stava per scatenarsi in lei.

Una malattia mangia-pelle

Qualche anno dopo le venne diagnosticata una forma grave di Lupus eritematoso, uno stato patologico della pelle caratterizzato da diverse lesioni cutanee. L’esposizione alla luce del sole aumenta la “ferocia” di questo morbo che le “mangia” il volto e il corpo a ogni raggio che incrocia. Impossibile stare vicino a una finestra, uscire per una passeggiata, neppure con creme ultraprotettive o strati di vestiti pesanti. CeaJay vive da anni in una casa con i vetri oscurati, senza poter sentire il calore di una giornata primaverile, se non per una quindicina di minuti al giorno.

Il taglio dei sussidi

Sempre dal 2002, non potendo uscire di casa per andare a lavorare, la donna beneficia dei sussidi governativi. A gennaio, però, il suo sussidio è stato improvvisamente tagliato su indicazione di una nuova valutazione del Centro Medico Flowers Hill. “Ha tutto a che fare con la riforma del governo del sistema di sussidiarietà – spiega la donna al Bristol Postho fatto dei test e mi hanno solo chiesto se posso camminare o riempire un bollitore, cose che io posso fare, e loro hanno deciso che ero pronta per lavorare“. Peccato che CeaJay sia, sì, in grado di fare qualsiasi cosa ma non può uscire di casa senza che la sua pelle cominci a bruciare.

Una condizione disperata

Il governo pretende da CeaJay che torni a lavorare perché non riconosce la sua forma di disabilità. “Mi sembra uno scherzo – dichiara affranta – L’intera valutazione è basata sulle capacità fisiche e motorie e, se sei in grado di fare una tazza di tè e sei motivato, allora puoi tranquillamente tornare a lavorare“. CeaJay non può andare al Centro del Lavoro, che dista 45 minuti da casa sua, e senza sussidi e senza lavoro perderà presto la casa.

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