Volontaria 25enne prende in braccio un orfano ad un funerale e decide di adottarlo

Una scelta insolita per Emilie Larter, 25 anni, volontaria in Uganda, che si è presa a cuore la causa di un piccolo orfano che le è stato messo in braccio durante un funerale

Emilie Larter non è una ragazza come le altre. A 25 anni vuole cambiare la sua vita e non solo, anche quella di un piccolo orfano ugandese che ha preso in braccio durante un funerale.

La scelta di Emilie

A 22 anni Emilie voleva cambiare vita, soprattutto, come lei ha dichiarato a Mirror,non avevo di certo in programma di avere un bambino”. Finiti gli studi Emilie voleva vedere il mondo e per questo si è unita ai volontari che si occupavano dei bambini in Africa. La ragazza è stata quindi mandata in Uganda, in un piccolo centro abitato lontano 25 km dalla città più vicina. “E’ stato uno shock culutrale” ammette raccontando le condizioni di vita dei bambini. La gente le posto non era abituata a vedere i “mzungus” i bianchi, ma Emilie si è subito a messa a lavorare sodo, prendendo l’acqua dal pozzo, cambiando i bambini più piccoli, nutrendoli.


Il giorno che ha cambiato la vita ad Emilie

Una mattina ci hanno chiamato e hanno detto che c’era un bambino che aveva bisogno di aiuto. Non abbiamo chiesto niente se non l’indirizzo, saliamo in moto ed andiamo a Butagaya, a circa 1 ora da dove ci trovavamo” racconta così Emilie del giorno speciale. Arrivati nel paese a Emilie è chiaro che si sta svolgendo un funerale. Una madre era appena morta lasciando setti figli tra cui il minore, di appena cinque giorni. Essendo così piccolo, l’orfano è stato preso in carico dall’associazione di Emilie e lei, nello stringerlo in braccio, capisce di amarlo profondamente. “L’abbiamo chiamato Adam” racconta Emilie “ed io sono diventata la sua unica tutrice temporanea”. La ragazza racconta delle difficoltà di averlo curato nei primi giorni, cullato, calmato, sfamato e racconta di aver passato molto tempo al telefono con sua madre per avere consigli pratici.

Il distacco e la scelta dell’adozione

Emilie ha allungato la sua permanenza di altri 2 mesi per seguire i progressi di Adam ma è dovuta tornare nel Regno Unito per conseguire la laurea. Appena sbrigate tutte le faccende ha nuovamente preso un volo per l’Uganda. “Non potevo credere a quanto Adam fosse cresciuto” ammette. Comincia un periodo stressante per Emilie, fatto di ritorni in Inghilterra, la rotture con il fidanzato per poter stare vicino ad Adam. Poi la decisione, Emilie decide di adottare effettivamente il bambino.

Ma Emilie non riesce ad adottare

In Uganda è necessario passare almeno un anno con il bambino e lavorare in maniera stabile nello Stato. Emilie ha trovato lavoro in una scuola ed ha potuto così, ad agosto dello scorso anno, richiedere l’adozione del bambino. Tuttavia Emilie non ha abbastanza fondi per procedere con le pratiche ed ammette di avere il cuore spezzato per questo. Nonostante l’aiuto dei genitori, Emilie ha fatto una petizione online per poter portare Adam nel Regno Unito. “Adam è la mia vita” afferma la giovane che ha deciso di non arrendersi. La sua petizione è questa, Gofundme.com/adoptingadam, attualmente Adam è con l’associazione benefica Wispher, che si occupa dei bambini e volontariato.

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