Whatsapp: lavoratrici licenziate per le critiche al capo in chat

Due 29enni sono state licenziate dal loro capo azienda per delle critiche rivolte al superiore in una chat di WhatsApp

È finita molto male la vicenda che ha coinvolto 2 operaie del settore alimentare e il loro capo. Le 29enni, infatti, si erano sfogate in una chat di gruppo su Whatsapp criticando le pessime abitudini comportamentali del superiore. La vicenda, emersa da una collega presente nel gruppo, ha decretato il licenziamento delle due donne.


Parlar male del capo su Whatsapp

Questa quasi surreale vicenda è accaduta in un’azienda impegnata nel settore alimentare nella città di Parma. I protagonisti del caso sono 2 operaie assunte a tempo indeterminato e “colpevoli” di aver criticato il capo azienda su Whatsapp. Dopo una semplice arrabbiatura al lavoro, le donne si sono sfogate nella chat di gruppo dedicata allo scambio di turni e consigli tra colleghi. Quello che le 29enni non si sarebbero mai aspettate era che una dei partecipanti stampasse le prove dell’accaduto e le mostrasse al superiore. Il capo dell’impresa ha inviato immediatamente una contestazione disciplinare per le 2 lavoratrici e, trascorso qualche giorno, è scattato il licenziamento vero e proprio.


L’avvocato delle lavoratrici

Il caso ha decretato la risposta dell’avvocato Silvia Caravà che all’Adnkronos ha dichiarato: “È un caso particolare, una situazione che può capitare effettivamente a tutti. Qui parliamo di una conversazione su WhatsApp che, a mio avviso, rientra nella corrispondenza privata: si tratta di conversazioni limitate ad una cerchia circoscritta e ben definita di persone. Tutto ciò che è chiuso assume rilevanza di corrispondenza privata”. Il legale ha continuato il discorso dichiarando: “I messaggi non avevano alcuna caratteristica diffamatoria. In azienda non c’era un clima particolarmente sereno, le ragazze si sfogavano con battute e considerazioni goliardiche: nessun insulto, niente offese”.

La vicenda in Tribunale

L’avvocato Silvia Canavà ha ritenuto eccessiva la punizione per le 2 donne coinvolte affermando: “Il titolare si è ritenuto offeso e ha deciso direttamente per il licenziamento”. Il legale ha dichiarato come il titolare avrebbe dovuto attenersi alla “gradualità dei provvedimenti disciplinari che possono essere adottati in caso di condotte ritenute non legittimeL’accaduto ha raggiunto, inoltre, anche il Tribunale del Lavoro di Parma che ha programmato la prima udienza a maggio 2017.


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