Turchia, Erdogan vince il referendum, ma è valido?

Erdogan vince il referendum con il 51% tra la rabbia dell'opposizione che lamenta brogli. Anche l'Ocse sceglie di boccare la votazione a causa di schede non timbrate

Turchia – La votazione è finita nel pomeriggio italiano di ieri mentre in serata arrivano già i primi risultati che danno Erdogan in testa. Un’affluenza dell’84% per votare al referendum costituzionale sul presidenzialismo voluti proprio dal presidente.

La vittoria e l’ombra dei brogli

51% è la percentuale che conquista Erdogan, meno di quanto sembrasse all’inizio e le opposizioni sono insorte già ieri parlando di brogli. Secondo gli oppositori tra le schede ce ne sarebbe alcune che non presentano il timbro ma che invece sono state conteggiate ugualmente. Bulent Tezcan, vice presidente del partito di opposizione, il Chp, ha chiarito: “L’Alta commissione elettorale ha sbagliato, consentendo la frode nel referendum“. Secondo l’Ocse la votazione non è stata all’altezza degli standard internazionali.

Le parole di Erdogan

Il presidente turco ha parlato così dopo la vittoria: “La Turchia ha preso una decisione storica di cambiamento e trasformazione“, poi si è rivolto a tutti i Paesi che ieri stavano guardando alla sua vittoria con timore, ricordando che il risultato del voto va rispetto da tutti. “La Turchia ha preso la sua decisione con quasi 25 milioni di cittadini che hanno votato sì, con quasi 1,3 milioni di scarto. È facile difendere lo status quo, ma molto più difficile cambiare“. Poi ha ringraziato i votanti: “Voglio ringraziare ogni nostro cittadino che è andato a votare. È la vittoria di tutta la nazione, compresi i nostri concittadini che vivono all’estero. Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese“. Effettivamente i voti dei turchi all’estero sono stati molti, i dati parlano di un’affluenza pari al 45%.

Cosa prevede la riforma votata

La riforma a cui i turchi hanno detto sì dopo il tentato golpe di luglio dà maggiori poteri al Presidente della Repubblica e gli permetterà di rimanere in carica fino al 2029. Tutti i poteri esecutivi, prima del Premier, saranno nella mani del Presidente della Repubblica che sarà eletto direttamente dal popolo; è sempre lui a nominare presidenti e ministri ed ha anche il potere di destituirli. Il presidente potrà inoltre mantenere i rapporti con il suo partito senza metterli da parte per avere quell’imparzialità richiesta prima al presente della Repubblica.

La vittoria di Erdogan, però, spacca il Paese, dati alla mano solo la metà della popolazione lo appoggia.

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