Gli adolescenti stanno rimpiazzando le droghe con il cellulare?

Una nuova indagine del New York Times negli Stati Uniti ha raccolto alcuni dati molto significativi sui teenager americani e il cellulare, nuova droga dei giovani

Una nuova inchiesta del New York Times negli Stati Uniti ha raccolto alcuni dati molto significativi sugli adolescenti del nuovo millennio: userebbero il cellulare come una droga.

I cellulari come gli stupefacenti

Una ricerca ha messo in luce il fatto che tra i teengers si sia verificata la diminuzione di consumo di sostanze stupefacenti e alcol. Secondo un’indagine del New York Times i ragazzi crescono utilizzando periodicamente il cellulare come una droga. Per i ricercatori la tecnologia crea gli stessi impulsi degli stupefacenti. Nello stesso periodo in cui sono diminuiti i consumi delle droghe è aumentato il numero dei cellulari.

Secondo gli scienziati che hanno contribuito alla ricerca di questo interessante fenomeno spiegano le funzioni dei social network. I nuovi media avrebbero gli stessi impulsi della sperimentazione delle droghe: ricerca di nuove emozioni e il desiderio di indipendenza.

L’uso dei cellulari avrebbe diminuito l’abuso di droghe

Nora Volkow è  la direttrice dell’Istituto Nazionale sull’Abuso di Droghe americano che ha organizzato una serie di studi insieme ad altri scienziati per studiare il nuovo fenomeno tra gli adolescenti.

Il sondaggio “Monitoring the Future” ha rivelato che l’uso di droghe è diminuito di molto: l’utilizzo di marijuana è crollato negli ultimi 10 anni tra gli studenti 14enni e 16enni. Anche l’uso di cocaina, allucinogeni, ecstasi e crack è calato sia tra gli adulti che adolescenti. Sono leggermente aumentati invece i consumi di droga tra gli adolescenti tra i 18 e i 25 anni. Anche l’alcol ha registrato un calo dal 16,5% al 9,6% rispetto al 2005.

Videogiochi e cellulari: le nuove tendenze tra gli adolescenti

La dottoressa Silvia Martins, scienziata che ha partecipato allo studio, ha spiegato gli effetti: ”Giocare ai videogiochi, o anche usare i social media come Facebook possono soddisfare la necessità di ricerca di sensazioni, il loro bisogno di cercare nuove esperienze danno stimoli simili alle droghe”.

Gli smartphones e i computer sono una nuova fonte di preoccupazione secondo alcuni. Eric Elliott è padre di una figlia di 18 anni e psicologo nella sua scuola da circa 20 anni. Lo psicologo si ritiene preoccupato per la nuova “droga” dei giovani: “È più facile incontrare uno studente dipendente dai videogiochi che uno dipendente da droghe– spiega Elliott- non ho avuto però le stesse esperienze all’inizio della mia carriera. Mi preoccupa il fatto che mia figlia dorma addirittura con il suo cellulare”.

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