Ultimo verdetto per la sorellastra di Denise Pipitone

Si è concluso il precesso a Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise Pipitone accusata del rapimento della bambina di quattro anni e di cui si sono completamente perse le tracce.

L’unica imputata per la sparizione di Denise Pipitone era la sorellastra, Jessica Pulizzi, che si è trovata oggi ad affrontare l’ultimo grado di giudizio. Nei due gradi precedenti la giovane era stata assolta per insufficienza di prove.

Il verdetto della Cassazione del Tribunale di Palermo

Jessica Pulizzi è stata dichiarata assolta dal Tribunale di Cassazione di Palermo. La madre di Denise, Piera Maggio, da sempre si è battuta per avere chiarezza sulla vicenda. Sulla sua pagine Facebook ha scritto “comunque vada non ci saranno né vinti né vincitori, ma solo tanta tristezza. Finché non ci sarà giustizia, non ci sarà mai pace”. Piera Maggio chiede chiarezza sulla vicenda, visto che, oramai, le speranze di ritrovare la bambina viva (dovrebbe avere 16 anni), sono poche. Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, secondo quanto presentato dagli investigatori, sarebbe stata estremamente gelosa della bimba. Piera Maggio e Tony Pipitone si sono costituiti parte civile nel processo apertosi nel 2010, così come il padre naturale di Denise, Piero Pulizzi. La madre di Denise era da poco più di un mese stata vittima di una “beffa” dello Stato, quando le è stata consegnata a domicilio, la tessera sanitaria della bambina.


Le due assoluzioni precedenti

Il pm aveva chiesto per Jessica Pulizzi, 15 anni di carcere in primo grado, ma è stata assolta per assenza di prove dal Tribunale di Marsala nel 2013. Al suo ex compagno, Gaspare Ghaleb, invece, vengono dati 2 anni di carcere per falsa dichiarazione davanti alla corte. Le prove che sono state presentate per la colpevolezza della giovane sono quelle rilevate dal cellulare. Secondo il tracciamento degli investigatori, la Pulizzi si sarebbe trovata nello stesso quartiere dove è sparita la piccola Denise. Altro indizio era una frase in dialetto detta alla madre della bambina quando questa la interrogò su dove fosse il giorno della sparizione: “Io a casa ci ‘a purtai” aveva risposto, accrescendo i sospetti di Piera Maggio. Nel 2015 Jessica Pulizzi viene assolta anche in secondo grado per insufficienza di prove.

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