Coppia dell'acido: ricorso sull'affidamento del figlio. Smentita su Stasi e Boettcher nella stessa cella

Martina Levato, Alexander Boettcher e i suoi genitori fanno ricorso sulla sentenza che dichiara l'adottabilità del figlio della coppia. Intanto si sparge il rumour su una possibile detenzione nella stessa cella di Boettcher con Alberto Stasi: il carcere di Bollate smentisce, sono solo nello stesso reparto

Trattata peggio di Anna Maria Franzoni: così viene definita Martina Levato, l’ex studentessa della Bocconi condannata insieme ad Alexander Boettcher per le aggressioni con l’acido. Intanto, mentre lei conduce una battaglia legale per veder revocata la sentenza che definisce l’adottabilità di suo figlio, nella mattinata del 21 aprile si è sparsa la notizia della detenzione di Boettcher nella stessa cella di Alberto Stasi, condannato per l’assassinio di Chiara Poggi. Il carcere dove entrambi sono rinchiusi, però, smentisce tutto.

La battaglia di Martina Levato

A nessun bambino, nemmeno nel caso di Annamaria Franzoni, di Salvatore Parolisi, o in caso di mafia, è stato riservato un trattamento (discriminatorio,  privativo del diritto alla propria identità personale e familiare)“, dice l’avvocato Laura Cossar nel ricorso alla sentenza della Corte d’Appello milanese che, dopo la condanna a 20 anni per la Levato, dava il via libera all’adottabilità del figlio della donna, chiedendone quindi l’affidamento.

La donna ha da sempre provato a tenere con sé il bimbo, nato nel 2015 dalla relazione con Alexander Boettcher, persino tentando uno sciopero della fame. Il tribunale però ha ritenuto che “l’inadeguatezza di entrambe le figure genitoriali nel rapporto con il bambino, la grave patologia dei loro assetti personologici, la perversione che sottende il loro legame, l’assenza di un reale lavoro proficuamente elaborativo e maturativo effettuato dalla Levato” fossero componenti che giustificassero la scelta di dichiarare adottabile il piccolo.

La risposta dell’avvocato della donna

Nel ricorso a tale decisione, l’avvocato Cossar definisce “il ‘giudizio’ è assolutamente tranchant, pericolosamente moralistico e davvero sorprendente in quanto formulato da giuristi: poiché i signori Levato e Boettcher hanno commesso determinati fatti criminosi (…) non possono essere genitori”.

E ancora: “Tale ragionamento è ancora più significativo e pregnante se solo si considerano i tanti casi in cui, a fronte dell’accertata condotta delinquenziale di uno o di entrambi i genitori, nessun tipo di censura alle capacità genitoriali sia stata mai mossa: ci si riferisce a tutti quei processi del pari mediaticamente esposti (Franzoni, Parolisi, tutti i casi di associazione di stampo mafioso, in cui intere famiglie delinquono, con i figlioli al seguito)”. A nessun bimbo è mai stato riservato un simile trattamento. La Cossar nel ricorso chiede quindi che il bambino venga dato in affido a una famiglia per un tempo che copra la condanna di entrambi i genitori, non un affidamento

Secondo l’avvocato, poi, la Levato sarebbe una donna diversa oggi: solo chi  non la conosce “può pensare che sia la stessa donna del giorno dell’arresto“, come lo dimostrano la sua condotta carceraria e le scuse rivolte alle vittime delle sue azioni. Secondo il legale, inoltre, le limitazioni imposte ancor prima della nascita alla relazione tra la madre e il figlio sono state così forti da “pregiudicare esse stesse quel percorso di verifica delle competenze genitoriali”. Boettcher ha richiesto l’affido del figlio alla madre, la nonna paterna del bambino: una decisione a cui la Levato non si è opposta, dato che si ritiene nell’interesse della madre che il piccolo rimanga in un contesto famigliare. Il ricorso dovrebbe essere presentato anche dai nonni paterni del bimbo.

Stasi e Boettcher nella stessa cella?

Trasversalmente a questa vicenda, nelle ultime ore si è sparsa la voce di una possibile detenzione nella stessa cella per due personaggi di spicco della cronaca italiana. Alberto Stasi e Alexander Boettcher parevano occupare la stessa cella nel carcere di Bollate, una struttura modello. Poco dopo, però, ecco arrivare la netta smentita dello stesso penitenziario, che precisa come i due siano sì detenuti nello stesso reparto di Bollate, ma non nella stessa cella.

Stasi si trova lì per scontare i 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi nel 2007. Nella struttura è molto apprezzato per la sua condotta impeccabile: nel penitenziario Stasi sta studiando per conseguire una Laurea in Legge dopo quella di Economia. Boettcher è invece a Bollate dal dicembre del 2014, dove anch’egli sta studiando per ottenere una Laurea in Biologia.

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