Cosa si mangia in aereo? La verità sul cibo a bordo

Secondo Gordon Ramsay è meglio non mangiare il cibo delle compagnie aeree. Ma ha ragione? Il cibo è veramente così disgustoso? Ecco alcune sconcertarti verità sui pasti a bordo

Non mangiate sugli aerei”: non si tratta del titolo di un film o di un spot pubblicitario, bensì di un consiglio che arriva da uno che di cibo se ne intende. Si tratta dello chef britannico Gordon Ramsay, premiato con 15 stelle Michelin. In un’intervista a Refinery 29, il cuoco più famoso della tv anglosassone, giudice impietoso di trasmissioni come Masterchef e Hell’s Kitchen Us, ha spiegato senza mezzi termini: “Ho lavorato per compagnie aeree per dieci anni, quindi so dove conservano il cibo e dove lo mettono, e quando tempo ci vuole prima che venga consumato. Non esiste che io mangi a bordo di un aereo”.

Ma ha ragione? Il cibo è veramente così disgustoso? Di seguito alcune sconcertarti verità sui pasti delle compagnie aeree.


Cibo preparato a terra e uguale per tutte le classi

Sia che abbiate prenotato un posto in prima che in seconda classe, il cibo è sempre lo stesso: una cucina industriale vicino all’aeroporto, dove il cibo viene preparato prima del decollo. In Europa, la maggior parte dei pasti provengono da Gate Gourmet, in Svizzera, o da LSG Sky Chef in Germania, che servono più di 260 compagnie aeree, e la maggior parte di queste cucine industriali prepara circa 25mila pasti al giorno. “La sfida non è il cibo – ha dichiarato Peter Jones, professore in pensione di catering di viaggi dall’Università del Surrey – ma riuscire ad avere il cibo e gli altri elementi a bordo. Un Jumbo-jet richiede 40mila elementi separati caricati ad ogni volo, da caricare a volte in 90 minuti “.

I passeggeri di prima classe pensano di mangiare pasti appena cucinati, ma anche il loro cibo è preparato a terra. Alcuni cuochi forniscono istruzioni di montaggio step-by-step per aiutare gli equipaggi di cabina a presentare piatti più intricati, quindi anche se i piatti provengono dallo stesso luogo, almeno sembrano più attraenti.

A differenza delle classi economiche, però, i passeggeri di prima classe utilizzando dei coltelli e delle forchette metalliche, perché come rivelato dal professore Charles Spence, psicologo dell’Università di Oxford: “È dimostrato che se si dispone di posate pesanti si valuta il cibo meglio e si pagherà di più. La plastica ti abbassa del 10%”.

Cibo non fresco, prodotto in cucine industriali

Nonostante le etichette affermino che il cibo è stato appena preparato, non bisogna illudersi: la  maggior parte dei piatti aerei vengono prodotti molto tempo prima che siano serviti ai passeggeri, tra le 12 e le 72 ore prima del decollo dell’aereo, e “può essere mantenuto in una fase refrigerata per cinque giorni come riconosciuto dagli standard di igiene alimentare riconosciuti a livello internazionale“, ha voluto sottolineare il professore Jones.

Insalate, dessert, panini, coltelli di plastica e tovaglioli vengono messi sui vassoi a terra e poi impilati in carrelli pronti ad essere trasportati lungo la navata della cabina. I piatti caldi, invece, sono realizzati in grandi pentole industriali e sistemati in contenitori di plastica con coperchi di fogli, prima di essere “raffreddati ad alta temperatura” a circa 5° C in 90 minuti. In seguito sono sistemati in scatole metalliche e refrigerate finché non vengono portati a bordo dell’aereo.

Una percezione del gusto differente in aereo

Per assicurarsi che il cibo non sia asciutto e disgustoso, la soluzione giusta è optare per delle zuppe, degli stufati, mentre si sconsigliano cibi fritti, che essendo riscaldati possono risultare senza sapore. Come spiegato dal professor Barry Smith, del Centro per lo Studio dei Sensi dell’Università di Londra, infatti: “L’ambiente di un velivolo è il più ostile per avere una buona esperienza di pranzo. Uno studio del 2010 presso l’Istituto Fraunhofer per la fisica dell’edificio ha mostrato che la nostra percezione della salinità scende fino al 30%, mentre il nostro senso di dolcezza crolla al 20%. Quindi, anche se un piatto è perfettamente cotto e condito per terra, nell’aria potrebbe essere insapore, e per questo motivo potrebbero risultare particolarmente utili le bustine di sale, pepe e salsa tabasco”.

A causa della bassa pressione della cabina, l’acqua bolle a 90° C, anziché 100° C, e per questo motivo si rischia di assaporare del o del caffè con un gusto leggermente diverso da quello tradizionale. Inoltre, l’acqua utilizzata per preparare le bevande calde non è sempre quella delle bottiglie e spesso viene utilizzata l’acqua potabile di bordo, che pur essendo pulita, non presenta alti livelli di qualità.

Praticità: la parola d’ordine degli chef delle compagnie aeree

Il rumore di un motore  Jumbo-jet non aiuta di certo a mangiare con tranquillità e come spiegato dal professor Spence: “Il rumore di fondo elimina la capacità di assaggiare dolci e salati, ma aumenta la capacità di assaggiare alimenti come il pomodoro, dal gusto carnoso e sapido“.

Dulcis in fundo, gli chef delle compagnie aeree tendono a dare priorità alla praticità piuttosto che al gusto e per questo motivo, ad esempio, nei dolci viene spesso utilizzato il cioccolato perché agisce come una colla, in grado di tenere uniti i vari strati del dolce. L’unico problema è che il cioccolato tende facilmente a fondersi, e questo significa che tutti i dessert sono refrigerati prima di essere serviti ai passeggeri

Fortunatamente gli incidenti di avvelenamento da cibo sugli aerei sono rari, ma è opportuno avere le giuste precauzione, portando ad esempio delle salviette disinfettanti e non mettendo il cibo sul vassoio, perché “sono puliti molto meno di quanto ti si pensi”. Come rivelato dal professor  Jones, infatti: “Le compagnie aeree non sono preoccupate per il cibo, perché la loro opinione è che un pasto consumato da un passeggero non farà nessuna differenza rispetto ai migliaia di pasti che consumano“.

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