Nasconde per anni il cadavere della mamma in casa: denunciata

La donna aveva nascosto il decesso per continuare a riscuotere la pensione della vittima di circa 1.200-1.300 euro al mese

A Pescia, in provincia di Pistoia, è stato rinvenuto il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione. La morte, secondo i primi rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, risalirebbe a diversi anni prima. La responsabilità sarebbe da addebitare alla figlia della scomparsa, intenzionata a nascondere l’accaduto per continuare a riscuotere la pensione.

Tutto per colpa dei soldi

Il cadavere di una donna di 90 anni, Marina Bruni, è stato rinvenuto dalla polizia all’interno della sua abitazione. La morte sarebbe avvenuta diversi anni fa. Il corpo era stato inserito in un sacco nascosto sotto alcune coperte e sistemato nell’angolo di una stanza.

Raggelanti le motivazioni che avrebbero portato a non rivelare a nessuno del decesso. La responsabile sarebbe la figlia della vittima, una 50enne, che viveva con la mamma dalla morte del padre. La donna avrebbe infatti nascosto a tutti l’accaduto per garantirsi la possibilità di continuare a riscuotere la pensione del genitore.


Appena la situazione è divenuta nota, la donna è stata denunciata per truffa ai danni dello Stato e occultamento di cadavere. A breve dovrà essere eseguita l’autopsia sul corpo, che stabilità con maggiore precisione data e causa della morte.

Determinanti le segnalazioni

Un ruolo decisivo per riuscire a far venire alla luce quanto accadeva nell’abitazione lo hanno svolto i vicini. Alcuni di loro, infatti, avevano iniziato a nutrire alcuni sospetti non vedendo più la donna da tempo. Una coppia, in modo particolare, aveva deciso di segnalare la situazione alle forze dell’ordine. Qualche tempo prima, infatti, la figlia dell’anziana aveva richiesto loro una piccola assistenza per riparare la caldaia non perfettamente funzionante. All’arrivo in casa, però, la donna aveva impedito tassativamente di accedere in una delle stanze.

Questo non era però l’unico elemento giudicato “strano”. In alcuni locali erano infatti presenti diverse confezioni di deodorante. Un comportamento ritenuto piuttosto anomalo ma dettato dall’intenzione di tenere nascosta il più possibile la presenza del cadavere.

I dubbi hanno però avuto la meglio e hanno spinto i due a comunicare quanto avevano visto al commissariato locale. Da lì gli accertamenti fino alla tragica scoperta.

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