Karim Cheurfi è l'attentatore di Parigi. Le Pen: "Siamo in guerra, chiudere le frontiere"

L'attentatore di Parigi è Karim Cheurfi, un parigino già noto alle forze dell'ordine. All'indomani delle presidenziali, Le Pen fa un durissimo attacco

L’autore dell’attentato degli Champ Elysées è Karim Cheurfi, parigino 39enne. L’attacco compiuto ieri sera accende gli animi a ormai un giorno dal primo turno delle presidenziali francesi. La candidata di estrema destra Marine Le Pen ha fatto un discorso durissimo in vista del voto contro gli immigrati, smentito dal premier Cazeneuve, che l’accusa di star sfruttando la tragedia per fini elettorale.

L’attentatore un parigino già conosciuto dalla polizia

L’autore dell’attentato agli Champs Elysées è un parigino di 39 anni, proveniente da una delle tante banlieue intorno alla capitale. L’uomo, Karim Cheurfi, è nato in Francia, e sin da giovanissimo ha avuto un atteggiamento antisociale, specialmente nei confronti degli apparati di sicurezza. Infatti, secondo i media, ha scontato circa 15 anni di carcere per aver partecipato a tre tentati omicidi, di cui due contro dei poliziotti nel 2001, ed è stato rilasciato nel 2015.


Cheurfi è stato ucciso durante l’attentato. Almeno tre dei suoi familiari sono al momento sotto la custodia della polizia per essere interrogati. Le forze dell’ordine inoltre hanno perquisito la sua casa e quella dei suoi parenti. Nell’abitazione della madre, a Chelles, pare sia stato trovato materiale divulgativo per la radicalizzazione, come un libro salafita. Nella sua Audi 80 sarebbero stati rinvenuti libretti di propaganda dell’Is, oltre ad un fucile a pompa, alcuni coltelli e una copia del Corano.

Il suo ultimo arresto risale al 23 febbraio, per il sospetto che volesse uccidere degli agenti di polizia. È stato rilasciato per mancanza di prove, ma il suo dossier rimaneva contrassegnato dalla “Fiche-S”, simbolo per la categoria di persone sospettate di essere una minaccia per la sicurezza nazionale.

Marine Le Pen: “Chiudere le frontiere”, ma il pericolo è interno

La concomitanza delle elezioni presidenziali, il cui primo turno si terrà domenica, è un motivo di ulteriore agitazione per la sicurezza pubblica. La leader del Front National Marine Le Pen, all’indomani dell’attacco, ha fatto un durissimo discorso. La candidata all’Eliseo ha monopolizzato la scena, con le sue azzardate accuse: “Siamo in guerra contro un mostruoso totalitarismo“, ha dichiarato, continuando poi a parlare di “ideologia totalitaria e mostruosa che ha dichiarato guerra alla nostra nazione e alla civiltà“.

La Le Pen, sorvolando sul fatto che il terrorista fosse francese, parla di chiusura delle frontiere: “A questo presidente notoriamente inefficace, a questo governo effimero, segnato dall’inazione, come tutti i governi di destra e di sinistra da 10 anni chiedo un ultimo sussulto, prima di lasciare il potere, gli chiedo solennemente di ordinare il ripristino effettivo delle nostre frontiere in virtù del trattato di Schengen e procedimenti amministrativi o penali immediati per gli schedati a rischio di adesione all’ideologia del nemico“.

La candidata parla di “una guerra asimmetrica che ha come obiettivo il sottometterci a un’altra potenza, una potenza assassina“, facendo leva su supposte minacce esterne per spingere a votare il Front, ergendo lei stessa a paladina e protettrice della Patria. L’autonominata “Giovanna D’Arco” ha promesso, per arginare la barbarie, l’assunzione di 15mila poliziotti e il “rafforzamento delle capacità militari e il loro utilizzo effettivo contro tutti i gruppi terroristici“.

La replica di Cazeneuve: “Approfitta e strumentalizza per dividere”

Il primo ministro Bernard Cazeneuve non è rimasto indifferente a questo duro attacco: “Questi propositi più di ogni altra cosa rivelano il suo vero obiettivo: cerca, come dopo ogni tragedia, di approfittare e strumentalizzare per dividere, sfruttare senza vergogna paura ed emozione a fini esclusivamente politici“. L’ex ministro dell’Interno ha ricordato che il Front National si è espresso contro ogni legge proposta dal governo per arginare il terrorismo, “senza proporre mai nulla di serio né di credibile“. La Le Pen, per il primo ministro, “dimostra la sua cattiva conoscenza nei confronti dei dispositivi della lotta antiterrorismo e del suo arsenale penale“.

 

 

 

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