Anna Safroncik, da Cernobyl al cinema racconta se stessa

Chernobyl 1986 e i luoghi comuni sulle donne dell'est, sono questi gli argomenti di cui ha parlato Anna Safroncik

Anna Safroncik, in una toccante intervista a Vanity Fair, ha ripercorso la sua vita e parlato dei suoi prossimi obiettivi: dal racconto dell’esplosione del reattore a Cernobyl al desiderio di maternità, l’attrice si è confidata e “raccontata” come raramente ha fatto.

Il disastro nucleare di Chernobyl

Una vita piena di successi professionali, quella della Safroncik, che però non potrà mai dimenticare quanto accaduto nel 1986: “A Chernobyl, 60 chilometri da casa, c’era appena stato il disastro nucleare – racconta l’attrice – noi però eravamo tutti in strada con i palloncini, a fare festa per la parata. Non ci avevano avvisato che non dovevamo uscire. Solo un politico, benché tardi, lo fece. Ma la trasmissione in Tv fu interrotta bruscamente, e lui subito rimosso. Noi abitavamo vicino alla principale stazione ferroviaria dell’Ucraina, e dopo quel discorso i treni iniziarono a caricarsi di bambini. Partivano interi vagoni di figli, con pochissimi adulti, perché non c’era posto: ci mandavano da nonni, lontani parenti, amici. Madri si raccomandavano a controllori sconosciuti: ‘Ti prego, non perderlo di vista’. Allungavano foglietti di carta: ‘Portalo a questo indirizzo’“.


Lavoro e desiderio di maternità

Le immagini di quanto successo dopo Chernobyl resteranno per sempre impresse nella mente di Anna Safroncik, che fin da quando aveva 11 anni sapeva di voler diventare un’attrice, per conquistare “non la fama, non i soldi, ma una voce“. Ha appena concluso le riprese de Le tre rose di Eva e dal 27 aprile la potremo ammirare nel film di Giuseppe Alessio Nuzzo, Le verità, dove interpreta la parte di una donna che appare nei sogni di un ragazzo in coma.

Il mio, di futuro, continuo a immaginarlo a 2 e poi a 3 – racconta la Safroncik – Ma non sono accomodante, e sono incapace di creare una famiglia per compromesso anagrafico, burocratico, materiale. L’amor proprio è superiore a tutto, anche al rischio di rimanere senza un marito, senza un figlio. Il desiderio di maternità lo sento, ma viene dalla società che mi dà in scadenza: ci tratta come incubatrici, non tiene conto di scienza, adozioni e altri miracoli“.

Luoghi comuni sulle donne dell’Est

E alla domanda se si è sentita offesa dal programma di Paola Perego, Parliamone sabato, chiuso a causa di un servizio sul “Perché scegliere una fidanzata dell’Est“, la Safroncik ha spiegato: “L’offesa non stava nel giudizio, ma nel concetto di fondo: l’amore è convenienza, e le ragazze russe o ucraine ti convengono perché hanno il fisico marmoreo anche dopo avere partorito, e sono sexy. È vero, spesso siamo così, ma siamo anche quasi tutte laureate, abbiamo studiato“.

A proposito del tradimento, l’attrice ha inoltre raccontato di aver perdonato: “Io l’ho fatto, ma non c’entra con le mie radici. L’ho perdonato perché non si molla quando la storia si fa difficile, però non l’ho dimenticato“. E per quanto riguarda il luogo comune che le ragazze dell’est sarebbero delle “casalinghe perfette“, l’attrice ha ammesso: “Io per nulla al mondo rinuncerei a curare il mio nido, ad avviare le lavatrici, a tagliare i capelli al mio fidanzato, a scegliergli la cravatta per l’ufficio. Quel che adoravo di più con Paolo (Barletta, con cui è finita nel 2015) era preparargli la cena dall’antipasto al dolce, come fosse un ristorante stellato, ma solo nostro“.

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