L'uomo incarcerato per stalking a Torino ha provato ad uccidersi in carcere

Torino - L'appello della moglie era stato chiaro: "Vuole ucciderci". Adesso l'ex marito, in carcere per stalking, si è tagliato le vene

TorinoElena Farina ha fatto di tutto per cercare di allontanare da sé l’ex marito: 15 denunce e la paura per la propria vita e per quella dei figli. Luigi Garofalo, che si trova in carcere, secondo la moglie avrebbe cercato di sparare al figlio salvato solo dalla pistola inceppata, un ragazzo di appena 19 anni. Ora la donna ha paura che l’ex esca e cerchi di finire quanto cominciato.

La violenza e la paura

A Tgcom24 aveva raccontato: “Non ce la faccio più questa non è vita, non capisco perché i giudici continuino a lasciarlo libero“. E, commentando la terribile aggressione al figlio, dice: “Non vi basta di vedere questa violenza per volerlo tenere dentro? È libero di farci ancora del male se sarà lasciato andare, come ha fatto fin ora e nessuno è riuscito a fermarlo. Non ho paura per me, ho paura per i miei figli“. La paura che l’ex riesca ad essere scarcerato è tanta, ma adesso ha anche tentato di uccidersi proprio in carcere.

Il tentato suicidio

Luigi Garofalo, 46 anni, ha tentato di uccidersi tra le mura del carcere. L’uomo è stato subito soccorso e non è stato nemmeno necessario il trasferimento in ospedale, le cure dell’infermiera del carcere si sono rivelate sufficienti. Il suo legale, Fabrizio Bonfante, ha fatto sapere che: “Garofalo ha detto che non ce la faceva più ad affrontare la gogna mediatica e si è tagliato le vene“. Tutto sarebbe accaduto ieri pomeriggio: il 46enne ha usato la lama di un rasoio ricavata da una lametta che doveva essere usata per farsi la barba per tagliarsi le vene. L’uomo è stato immediatamente soccorso e l’infermiera ha pensato da sola alle ferite senza che si rendesse necessario il trasferimento in ospedale. Al momento l’uomo è sorvegliato a vista.

La richiesta di scarcerazione

Intanto l’avvocato ha presentato una nuova richiesta di scarcerazione: “Le esigenze cautelari possono essere soddisfatte anche con i domiciliari e il braccialetto elettronico“.

Aggiungi un commento