La luce sorge al tramonto - di Murat Cinar

Mura Cinar, in esclusiva per TSP, ci accompagnerà in un viaggio lungo secoli: dai Sumeri ad Erdogan


C’era una volta un luogo chiamato Anatolia. In questo luogo vissero degli uomini e delle donne che diedero vita a numerose culture diverse e lasciarono dei segni molto forti che diedero una direzione all’andamento della storia.

Ci furono quelli che si chiamavano Sumeri, che furono uno dei primi popoli a sostituire la cultura orale con quella scritta. Così formularono leggi che condividevano e ufficializzavano attraverso la scrittura.

Un altro gruppo di persone furono chiamate gli Ittiti: essi avevano un re che a differenza di altri suoi “colleghi” dell’epoca non era una divinità, ma era come un sacerdote e veniva eletto da un’assemblea che aveva anche una funzione consultiva. Dopo il re, ad avere l’incarico più importante era la regina.


In questa terra dove “sorge il sole” vissero anche gli Hurriti, che costruirono dei villaggi per vivere, molto piccoli perché avevano costruito un’organizzazione feudale che non prevedeva la costruzione di grandi signorie di palazzi e di templi. Vissero in luoghi umili, semplici, piccoli che rispettarono l’ambiente.

In questo grande palcoscenico chiamato Anadolu (il nome dell’Anatolia in Turco) recitarono anche i Lidi, che costruirono il tempio di Artemide ad Efeso che divenne una delle sette meraviglie del mondo antico.

Nel passare degli anni e dei secoli in questa terra prosperosa vissero i Frigi, i Persiani, i Celti, i Greci, gli Armeni, i Romani, i Goti, i Curdi, i Bizantini, gli Arabi, i Turchi selgiuchidi, i Mongoli ed i Turchi ottomani.

Oltre a lasciare dei segni meravigliosi, questi popoli fecero scorrere tanto sangue. Essi idearono tecniche feroci di guerra, furono pieni di avidità e cattiveria.

Con il passare degli anni nella terra del Tigri e dell’Eufrate nacque un nuovo sistema inventato da un grande gruppo di uomini e donne. Si chiamava la Repubblica di Turchia, ovvero il paese di color che si definivano Turchi.

Dopo più di 80 anni dalla sua fondazione, ad un certo punto, il capo di questa Repubblica con i suoi soci, colleghi, amici ed alleati decise di fare dei cambiamenti molto radicali per governare il popolo. Questi cambiamenti miravano ad aumentare notevolmente i suoi poteri. Forse non si trattava soltanto di un cambiamento sulla governabilità. Milioni e milioni di persone andarono ad esprimere il loro consenso oppure il loro rifiuto perché questo storico cambiamento venisse inciso nel patto sociale o meno. Fu una giornata straordinaria, perché dopo un breve ma triste periodo di attesa quasi la metà del popolo si rifiutava di vivere sotto un nuovo sistema. Fu un periodo molto triste perché alcuni rappresentanti del popolo eletti dal popolo che risiedevano nella grande assemblea erano in prigione. Nel Paese si viveva in uno stato d’emergenza ed erano sospese diverse convenzioni universali che tutelavano i diritti umani. Spesso e volentieri era vietato raggrupparsi e scendere nell’agora per esprimere la contrarietà nei confronti di questa consultazione popolare. C’era un clima molto violento nei confronti di coloro che non pensavano come colui che aveva ideato e proposto questi cambiamenti. Addirittura, lui stesso aveva definito “terroristi” coloro che non pensavano come lui. Insomma nel Paese si poteva respirare soltanto l’aria di consenso e non quella della contrarietà al potere.

Alla fine arrivò il giorno della grande decisione, e gli uomini e le donne del Paese andarono ad esprimere il loro parere. Tuttavia, quest’azione contò ben poco perché in diverse parti del Paese numerosi osservatori testimoniarono che parecchi uomini e donne commisero brogli, frodi e furti. Questi rubarono il diritto ad esprimere il parere a numerosi cittadini e rubarono anche il futuro a milioni di bambini che non potranno più vivere in un Paese democratico.

Oggi in questo territorio così antico vive una popolazione guidata da un uomo unico. Lui decide da solo chi sarà il Primo Ministro del Paese e chi saranno i suoi aiutanti, ossia i Ministri. Se questi nominati dall’uomo unico, a suo parere, non lavoreranno bene, potranno ritrovarsi senza incarico. Quest’uomo potrebbe diventare anche il capo di un partito politico, oltre essere il capo dello Stato, e potrebbe da solo decidere quali uomini e quali donne si candideranno per essere i nuovi rappresentanti del popolo quando si andrà a chiedere il parere del cittadino. E se il Grande Parlamento eletto per qualche motivo non andrà più bene, quest’uomo da solo potrà decidere di scioglierlo. Quindi la vecchia assemblea ittita oggi non ha più una funzione consultiva ma puramente sottomessa e molto simbolica. Ed ad avere l’incarico più importante dopo di lui oggi in qualche maniera è sempre lui.

Inoltre quest’uomo sarà a capo dell’esercito: potrà nominare la maggior parte dei giudici che costituiscono il Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte Costituzionale. Se un giorno sarà necessario fare delle nuove leggi, quest’uomo non dovrà chiedere il parere del governo oppure del parlamento e potrà comportarsi nella stessa maniera anche quando vorrà dichiarare lo stato d’emergenza.

Oggi dove “sorge il sole” esistono 594 centrali idroelettriche che distruggono, prosciugano o cambiano l’andamento dei fiumi e dei torrenti. Sulla terra dei grandi commercianti, ossia i Fenici, oggi ci sono 354 centri commerciali. Nel luogo dove nacque l’Impero Ottomano ci sono 81 città ma ci sono 96 aeroporti. Queste terre così prosperose dove visse Artemide, dea anche dei campi coltivati, sono ormai in cima alla classifica dei luoghi che subiranno una siccità molto forte negli anni in arrivo in questo mondo. Secondo gli scienziati il due terzi delle terre dell’Anatolia ormai sono asciutte.

Ultimamente si dice che gli studenti più tristi del mondo vivano nella Repubblica di Turchia. Forse sarà perché solo due anni fa nelle carceri del Paese c’erano più di 3mila studenti accusati di vari “reati”, tra cui perfino quello di indossare una sciarpa, che secondo il giudice simboleggiava un gruppo di persone cattive e pericolose.

Oggi una buona parte degli uomini e delle donne che vivono in Anatolia non sono felici: sono impauriti e faticano a vedere la luce, proprio in queste terre in cui sorgeva il sole che illuminava un vastissimo territorio. Ora invece al posto suo c’è tanto buio come succede quando è il momento del tramonto, ma si sa: il momento più buio arriva dopo il tramonto, ovvero appena prima dell’alba.

di Murat Cinar

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