Donald Trump ha rimosso il direttore dell'FBI

James Comey sarebbe dovuto rimanere in carica fino al 2023: la decisione di Trump è stata accolta non senza dubbi e perplessità da parte della stampa americana

Donald Trump ha appena preso una decisione fortemente controversa: ha infatti rimosso dall’incarico il direttore dell’FBI, James Comey, che avrebbe dovuto rimanere in carica fino al 2023. È interessante notare come l’FBI stesse attualmente portando avanti ben 3 indagini che investigavano sul legame tra il comitato elettorale di Trump e la Russia e sul comportamento assunto dal Russia nel periodo delle elezioni presidenziali.

Trump e la Russia

Donald Trump ha fatto consegnare una lettera piuttosto breve al Direttore dell’FBI nella quale dichiarava di non ritenere Comey più idoneo all’incarico che gli era stato affidato. Pare che la scelta sia stata raccomandata dal Procuratore generale  Jeff Sessions: guarda caso, Sessions era fino a marzo supervisore sull’indagine sul legami tra Trump e la Russia. Il procuratore generale era stato sollevato dall’incarico perché si era scoperto che aveva avuto molti contatti con l’ambasciatore russo negli USA senza dichiararlo al congresso. Dopo la rimozione, Sessions aveva anche richiesto la rimozione del capo di quell’inchiesta e la sua richiesta sarà presto soddisfatta.


Le motivazioni

Nella breve lettera, Donald Trump cita come motivazione principale della rimozione il modo in cui sarebbero state condotte le indagini su Hillary Clinton e i contatti avuti con Anthony Weiner, marito della sua assistente personale e coinvolto in un grosso scandalo. Il fatto di aver riaperto l’indagine Clinton a novembre, a due settimane dalle elezioni, sarebbe per Donald Trump motivo di credere che l’inchiesta sia stata portata avanti in modo non corretto e che abbia potuto influenzare il voto e la fine della campagna.

Il fatto che l’indagine su Clinton fosse stata riaperta a ridosso dei seggi finora era stata presa positivamente dai repubblicani (per ovvi motivi: chi fu messo in difficoltà, in quell’occasione, fu ovviamente Clinton e non Trump) e quindi ora appare alla stampa USA poco credibile che sia la vera motivazione della rimozione.

Cosa accadrà ora?

La mossa definita “nixoniana” dalla stampa americana di rimuovere Comey di sicuro potrebbe portare a dei rallentamenti generali delle indagini in piedi: quella sui legami Russia-Trump sarà ancora più rallentata per la necessità di ricerca di un nuovo capo, benché si possa pensare che andrà avanti. D’altro canto, pare che Comey fosse un direttore dell’FBI molto amato e che questo possa portare a una serie di fughe di notizie da parte di collaboratori e fedelissimi, e che l’organismo federale possa cercare di combattere la oramai palese ricerca di controllo superiore da parte del Presidente sull’FBI.

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