Rimuove un tatuaggio con una crema che la fa precipitare in un incubo: il racconto sui social

Pasuda Reaw, giovane thailandese, decide di rimuovere un tatuaggio con il metodo Rejuvi, una crema in arrivo dagli States in grado di far decadere l'inchiostro direttamente dalla pelle. Qualcosa va storto

Una ragazza thailandese di 21 anni inizia un calvario inaspettato a causa di una decisione insolita: rimuovere il suo tatuaggio sul petto con la crema apparentemente efficace ed economica, chiamata Rejuvi.

Rimuovere i tatuaggi

L’arte del tatuaggio è diventata cosi amata e di moda che quasi sembra impossibile trovare chi non sia stato “marchiato” almeno una volta. Detto ciò sarebbe sempre consigliato riflettere molto bene prima di affidarsi ad una tecnica che non bada a “ripensamenti”. A volte, però, le cose non vanno come ci si aspetta, le follie di gioventù o gli errori del tatuatore, portano alla ricerca di un metodo sicuro ed efficace per rimuovere in parte o totalmente i tatuaggi. Diverse sono le modalità esistenti per rimuoverli, ma è molto importante informarsi adeguatamente prima di intraprendere un simile percorso, proprio per evitare fastidiose sorprese.


Il metodo Rejuvi

Pasuda Reaw, thailandese giovane e bella, trova il coraggio di ammettere a se stessa che quel tatuaggio sul petto non era abbastanza apprezzato o forse troppo grosso, magari frutto di qualche ricordo da voler cancellare. Dopo essersi informata sui metodi di rimozione, sceglie e utilizza la crema Rejuvi, prodotto statunitense che va iniettato nella pelle con l’aiuto di una pistola per micropigmentazione che funziona come una macchinetta per tatuare. La crema una volta iniettata, si lega con l’inchiostro, lo ammorbidisce e lo porta in superficie sotto forma di crosta. La crosta cade dopo un periodo di 6-8 settimane e con essa l’inchiostro che viene asportato. Questa tecnica è più efficace di altre creme per la rimozione dei tatuaggi, anche se il processo di inserimento è un po’ scomodo e doloroso.

Il rigetto e l’infezione

In un primo momento sembrava stesse funzionando come previsto. I problemi sono cominciati qualche giorno dopo il trattamento, quando la ragazza ha notato un’ abbondante formazione di pus che fuoriusciva dalla ferita molto simile ad un’ustione. Inutile sottolineare il dolore e la delusione per un rigetto inaspettato. L’infezione non solo era imprevista e difficile da curare ma sicuramente pericolosa per l’intero organismo.

La guarigione e l’esperienza social

Una volta guarita l’infezione, il tatuaggio è effettivamente caduto come avrebbe dovuto, ma non senza conseguenze permanenti. Nonostante siano passati mesi dal trattamento, la zona interessata è ben segnata da una vistosa cicatrice e la pelle è diventata molto più sensibile e sanguigna al minimo contatto. Pasuda non può che ritrovarsi impotente di fronte agli eventi, se non condividendo questa sua disavventura sui social (in particolare sulla sua pagina Facebook) in modo da mettere in guardia chiunque fosse interessato alla rimozione di un tatuaggio con la stessa tecnica da lei adottata. Le foto postate mostrano tutte le fasi di rimozione”, l’insorgere dell’infezione e la conseguente cicatrice. Inutile raccomandare di rivolgersi sempre ad un medico per qualsiasi problematica del genere, onde evitare gravi conseguenze per la propria salute. Il metodo di rimozione fino ad oggi più efficace è quello tramite laser.

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