I numeri dell'orrore: 8 mila cuccioli a settimana entrano illegalmente in Italia

Ad intervenire per interrompere la tratta dei cuccioli di cane e gatto è la LAV. Presentato al Ministero della Salute il manuale per le procedure di controllo del traffico di animali

Sono cifre che fanno rabbrividire quelle citate dalla LAV riguardo al traffico di cuccioli. La Lega Anti Vivisezione ha presentato in questi giorni una nuova proposta al Ministero della Salute: il manuale delle Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti.

La tratta dei cuccioli di cane e gatto: un problema da risolvere in fretta

La proposta avanzata dalla LAV è il manuale delle Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti. Ad analizzarla è il Ministero della Salute, a fronte di dati preoccupanti relativi al traffico di cuccioli. La LAV cita infatti i dati degli ultimi anni: 2.630 cuccioli di cane e 15 di gatto entrati illegalmente in Italia nel 2013/2014; il periodo conta invece il sequestro di 956 cuccioli di cane e 86 di gatto. Cifre più basse certo, ma dovute ad una diminuzione dei controlli. Il problema avanzato in questi giorni al Ministero è la carenza dei livelli di regolamentazione e controllo del traffico di cuccioli. I cani e gatti vengono trasportati illegalmente da Paesi europei ed extraeuropei. In Italia fruttano poi somme ingenti di denaro: ogni settimana a fronte di 8 mila cuccioli che entrano illegalmente in Italia circolano circa 5 milioni di euro.

Dove vanno i finire i cuccioli importati illegalmente: il mercato della tratta di cani e gatti

Ogni anno sono coinvolte in questo traffico 300 mila persone, per un introito di 1,3 trilioni di euro. Ad intervenire nel meccanismo di illegalità ci sono tante figure: i trasportatori, ma anche gli allevatori clandestini e gli acquirenti nel nostro Paese. Il percorso di questi cuccioli domestici è terribile. Dapprima allevati massivamente i piccoli cani e gatti vengono imbottiti di farmaci per sembrare sani.

Partono prevalentemente da Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania affrontando trasporti difficilissimi. Stipati in massa in piccoli spazi, arrivano al confine per essere venduti. Ogni cucciolo viene acquistato per circa 60 euro e rivenduto ad un prezzo fino a 20 volte maggiore. Questo l’acquirente finale non lo sa: chi rivende i piccoli cani e gatti li fornisce di un falso pedigree, vaccinazioni e documenti fasulli. Oltre ai problemi relativi allo svezzamento precoce e al trasporto incontrollato c’è altro: i cuccioli incorrono in malattie che da tempo erano sparite nel nostro Paese. Con la proposta della LAV si punta quindi a far diminuire e in futuro scomparire questa aberrante pratica: il manuale propone l’istituzione del passaporto europeo del cucciolo, il certificato sanitario e il TRACES, un documento elettronico di tracciabilità.

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