Guai per l'ex portavoce della famiglia Scazzi: scatta l'arresto

Quando Sarah Scazzi venne uccisa, l'uomo si fece portavoce della famiglia. È di oggi però la notizia del suo arresto: gravano su di lui pesanti accuse

Brutte notizie per Pantaleo Valentino Castriota, colui che non appena venne a galla l’omicidio della giovanissima Sarah Scazzi aveva voluto far da portavoce alla sua famiglia. Il sedicente sacerdote di fatto è stato arrestato.

Ex portavoce della famiglia Scazzi in manette

Sono guai per quello che, quando venne divulgata la terribile notizia dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi, si era professato portavoce della famiglia della giovane. Ai tempi, quando Avetrana venne risucchiata dal vortice mediatico, Pantaleo Valentino Castriota decise di offrire il suo volto alla famiglia della giovane Sarah. Oggi però la storia è diversa ed in manette ci è finito lui stesso, nei panni di un sedicente sacerdote.

Il raggiro del sedicente sacerdote

Pesante le accuse che hanno condotto la Guardia di Finanza di Bergamo a bussare alla porta di Pantaleo Valentino Castriota, o meglio, come desiderava farsi chiamare: Don Leo Scanderberg. Contro di lui infatti l’accusa di millantato credito e circonvenzione di incapace. Nello specifico, tra le vittime del “don” troviamo anche un anziano che, nel 2013 aveva perso la figlia e la nipotina.


Il terribile piano: estorsione

L’anziano uomo, allora psicologicamente scosso, stentava a credere che sua figlia avesse prima ucciso sua nipote per poi uccidersi. Una realtà praticamente impossibile da accettare e che, in un momento di crisi, lo ha portato a rivolgersi ad una sensitiva. L’uomo era fermamente convinto infatti che non si trattasse di suicidio bensì di omicidio. Proprio grazie alla sensitiva, l’uomo venne messo in contatto con Castriota che, innanzi alla precarietà mentale della sua vittima, decise di estorcergli denaro.

Facendo leva sulla parentela del marito della figlia, nipote dell’ex ministro Calderoli, Castriota ha convinto l’uomo che la figlia fosse vittima in realtà di un “complotto di matrice politica ordito dai servizi segreti preordinato a insabbiare il caso giudiziario“. Una volta incastrato, Castriota ha preteso una lauta somma di denaro in cambio di tutte quelle presunte indagini. Ora Castriota però, dopo aver messo a segno diverse truffe, è stato arrestato su mandato del pm di Bergamo, Gianluigi Vettori.

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