Caso pedofilia all'Istituto Provolo: interrogato uno dei messi di Papa Francesco in Argentina

Padre Dante Simòn ha deposto quanto appreso sullo scandalo pedofilia che ha travolto la cattolicità: ma per lui la faccenda non si arresta all'Istituto Provolo. Le vittime chiedono altri interrogatori per stabilire fino a che punto arrivasse l'omertà sugli abusi

Lo scandalo pedofilia nella Chiesa argentina continua ad ampliarsi: è sempre l’istituto per sordomuti Antonio Provolo a convogliare l’attenzione delle autorità della provincia di Mendoza, dove sorge il centro religioso per ragazzi sordomuti, che hanno chiamato a testimonianza 2 messi di Papa Francesco, inviati per indagare su cosa stesse succedendo in Argentina.

La deposizione di uno degli inviati papali

Un ufficio simile a quello della nostra Procura della Repubblica, quello che richiede ai 2 inviati di parlare di quanto hanno scoperto: se decideranno di non testimoniare potrebbero rischiare davvero grosso. Secondo la legge penale argentina, la pena che rischierebbero arriverebbe addirittura fino a 4 anni. Rete l’Abuso, un’associazione che combatte da anni il triste fenomeno della pedofilia in ambienti ecclesiastici, ha informato che il pubblico ministero Flavio d’Amore avrebbe già sentito uno dei 2 messi, padre Dante Simòn, in quanto persona informata dei fatti.

Simòn inizialmente non ha risposto alle domande del magistrato facendo leva sul segreto pontificio che vige sulle informazioni, ma a lungo andare ha deciso di rivelare ciò che sapeva. Alla fine dell’indagine D’Amore ha chiesto al religioso di deporre quanto raccolto sul caso argentino, con anche una dettagliata relazione sulle indagini svolte dalla Chiesa romana sull’accaduto: indagini che seguono un corso parallelo rispetto a quelle delle autorità argentine.

Lo scandalo pedofilia si allarga: non solo il caso Provolo

Padre Dante Simòn avrebbe dichiarato che l’indagine svolta non tocca solo il caso Provolo: inoltre Papa Francesco e tutto il Vaticano sanno bene quanto sia successo in Argentina nell’ultimo periodo. “Le accuse sono molto gravi e aberranti, ci umiliano e ci fanno molto male“, ha dichiarato il religioso. In Argentina ha avuto impatto mediatico il video pubblicato da Fanpage in cui un anziano sacerdote, padre Eligio Piccoli, dice chiaramente di aver compiuto abusi su minori sordomuti.

Tutto ciò mentre le vittime dell’Istituto Provolo hanno richiesto alle autorità dello stato sudamericano con urgenza l’interrogatorio di Sergio Buenanueva, il monsignore presidente della commissione episcopale a capo dell’ufficio per denunce di abuso. Proprio Buenanueva aveva precedentemente dichiarato che “uno dei grandi errori della Chiesa argentina è stato proteggere i pedofili”. Con le eventuali dichiarazioni del monsignore si vorrebbe attestare fino a dove arriva l’omertà: uno scandalo che potrebbe allargarsi in maniera inaspettata, visto che bisogna ricordare che prima della sua elezione a capo della Cristianità Cattolica, a capo della conferenza episcopale argentina vi era proprio Jorge Maria Bergoglio, papa Francesco. Più volte egli è stato accusato, nel corso degli anni, di non essersi mosso per stabilire cosa fosse successo all’Istituto Provolo dopo aver ottenuto il soglio pontificio.

Intanto, agli arresti rimangono padre Horacio Corbacho e Nicola Corradi: per entrambi l’accusa è quella di aver abusato di circa 20 ragazzi sordomuti, di età compresa tra i 10 e i 12 anni, dopo che entrambi erano già stati accusati di reati compatibili già negli anni ’80 in Italia. Poche settimane fa era finita in manette anche Kosaka Kumiko, la suora rimasta latitante per un anno e accusata di aver nascosto e a volte preso parte alle violenze che accadevano nel centro religioso di Mendoza.

 

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