Prof di religione ha una storia con un'alunna e finisce agli arresti domiciliari

Giuseppe Luccio è stato per anni un insegnante amato e stimato: ora deve rispondere di atti sessuali con minori

All’Istituto Gonzaga di Palermo lo scandalo dell’amore tra un professore e una studentessa ha scatenato sgomento, sorpresa e a tratti imbarazzo tra genitori e allievi.

Giuseppe luccio 47 anni, stimato e benvoluto professore di religione, è infatti stato licenziato in tronco e andrà a processo per aver instaurato un rapporto amoroso con una sua studentessa di 14 anni. Al momento è ai domiciliari: l’accusa è di “atti sessuali con minore”.

La scoperta grazie ai messaggi

La scoperta della relazione tra insegnante e studentessa è avvenuta quando i genitori di quest’ultima hanno letto alcuni inequivocabili messaggi sul cellulare della figlia. A quel punto hanno parlato del fatto con la figlia ed hanno denunciato la questione alla scuola.

Il professore è stato negli anni enormemente stimato sia dai genitori che dagli alunni, e la notizia della relazione clandestina sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno. L’uomo ha anche avuto grosse ripercussioni a livello familiare, in quanto è sposato e ha figli. Per il professore il licenziamento è stato immediato. La ragazza, che attualmente non frequenta più l’istituto, lo ha sempre difeso fortemente, dichiarando che nulla le è mai stato fatto senza che lei per prima lo volesse.


Per lei è “vero amore”

La giovane studentessa ha sempre difeso a spada tratta l’uomo di cui dichiara di essersi innamorata. Alla polizia ha spiegato la situazione in maniera molto chiara: Non c’è un giorno in cui ho deciso di essere innamorata di lui. Considero il momento in cui abbiamo iniziato a stare insieme dalla data del primo bacio. Era il pomeriggio del 4 settembre 2015. Eravamo davanti a una chiesa, io e Giuseppe ci siamo visti e dato che ero innamorata di lui ci siamo baciati”. Questa relazione, spiega, la rende felice. Anche ai genitori ha dato la stessa versione dei fatti, e alla madre addirittura diceva che si sarebbero sposati.

D’altronde, da quello che racconta la ragazza, sarebbe stata proprio lei a insistere: “Io posso capire che sono tutti preoccupati, capisco che mamma e papà siano preoccupati, ma non è il suo caso perché Giuseppe non si è imposto, non mi ha mai chiesto nulla che potesse andare oltre, intendo oltre il bacio”. Una diversa versione l’ha fornita il giudice Lorenzo Iannelli, che nell’ordinanza scrive: “L’indagato ha alquanto scorrettamente posto in essere una serie di condotte integranti un vero e proprio corteggiamento della piccola, con messaggi, attenzioni, confidenze improprie, tutto in aperto e frontale contrasto con i suoi doveri di insegnante di religione e in definitiva di adulto responsabile dell’educazione della minore a lui affidata”.

Trambusto a scuola

Il preside, Padre Eraldo Racchione, ha deciso di intervenire sulla questione anche con studenti e genitori, cercando di affrontare l’argomento in maniera costruttiva. In un’intervista concessa a Repubblica, ha dichiarato: “Nelle scorse settimane, quando ancora eravamo vincolati al segreto su questa vicenda, abbiamo comunque organizzato un incontro sull’utilizzo delle chat, un momento di formazione destinato non solo agli studenti, ma anche ai loro genitori. A parlare di un tema così delicato è stata una delle massime esperte italiane della materia”. Il punto di vista del Preside è stato il più indifferente possibile: “Ho spiegato che bisogna resistere alla tentazione di esprimere subito un giudizio, soprattutto quando non si conoscono i fatti. Ho cercato anche di affrontare il tema del mistero che spesso avvolge il comportamento dell’uomo. E poi, soprattutto, ho spiegato cosa vuol dire diventare adulti e assumersi delle responsabilità”.

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