Di quando il Pd finanziò un Sindaco (ma i soldi finirono a una società dei Renzi)

Nel 2015 un giro di denaro fece recapitare 10mila euro da un'azienda della famiglia Mongillo, al Pd, fino a finire nelle mani della Eventi 6, azienda della famiglia Renzi

Nel 2015, un ammontare di 10mila euro passò dalle mani del Pd per andare in quelle di Daniele Lorenzini, candidato sindaco a Rignano sull’Arno, per poi finire nelle casse dell’azienda Evento 6, di proprietà della famiglia Renzi. Un giro di denaro di cui solo adesso si conoscono i dettagli, emersi durante un interrogatorio proprio a Lorenzini per il caso Consip.

Usati per finanziare la campagna

A parlare pare sia stato proprio Daniele Lorenzini: sentito da Henry John Woodcock e Mario Palazzi (Magistrati a Napoli e Roma) per parlare della fuga di notizie in merito al caso Consip, il sindaco toscano ha parlato di quando, durante la sua campagna elettorale nel 2015, la Securtrack (azienda che riferisce alla Security Service, l’azienda della famiglia Mongillo) passò 10mila euro al Pd, che a sua volta li avrebbe girati a Lorenzini per la sua campagna.


Dopo, i 10mila euro sarebbero finiti nelle casse dell’azienda Evento 6, di proprietà della famiglia Renzi. Grazie all’ausilio anche di Carlo Russo. Il nome di Russo è già noto: imprenditore farmaceutico, vecchio amico della famiglia Renzi, anche lui è indagato con Tiziano Renzi per concorso per traffico d’influenze.

M5S: “Non hanno nulla da dire?”

Ovviamente il Movimento 5 Stelle non ha perso tempo ed ha subito fatto in modo di commentare quanto accaduto: “In sostanza, quindi, il Pd di Matteo Renzi avrebbe finanziato, tramite Carlo Russo, la campagna elettorale del candidato del Pd a Rignano, e poi questi soldi sarebbero finiti nelle casse della società della famiglia Renzi. Un giro d’affari e d’interessi a dir poco opaco, con dei meccanismi poco chiari e trasparenti. I vertici del Pd, Matteo Renzi in particolare, e Tiziano Renzi, non hanno nulla da dire?”.

Mancano, per ora, dichiarazioni da parte dell’ex premier e di Matteo Renzi, nell’occhio del ciclone in questi giorni per la vicenda intercettazioni.

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