James Comey, ex direttore dell'FBI, accusa: "La Russia ha interferito con le elezioni americane"

La deposizione di James Comey al Senato getta nuova luce sul Russiagate. Trump avrebbe interferito con le indagini su Flynn, e potrebbe costargli caro

È arrivato il momento della verità per Donald Trump: l’ex direttore dell’FBI, James Comey, ha testimoniato davanti la Commissione Intelligence del Senato, in merito al Russiagate. Comey non ha dubbi: la Russia ha interferito con le elezioni americane, ma l’ex direttore confida che non abbiano inquinato nemmeno un voto.

Le interferenze su Flynn potrebbero costare l’impeachment

Trump non è mai stato indagato per collegamenti con il Cremlino, ma ha interferito sulle indagini riguardanti Michael Flynn, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale del Presidente. Secondo alcuni questa intromissione potrebbe essere interpretata come ostruzione alla giustizia e costargli così l’impeachment. Comey ha dichiarato comunque che non è suo compito giudicare se le dichiarazioni di Trump su Flynn siano o meno ostruzionismo. “Flynn è una brava persona“, gli avrebbe detto Trump, e l’allora direttore del Bureau ha interpretato questa frase come una “indicazione“.


Trump non era indagato nel Russiagate

Micheal Flynn era sotto indagine criminale nel momento in cui è stato licenziato dalla Casa Bianca. Nonostante ciò, Trump avrebbe rivolto a Comey tre richieste durante il loro incontro del 6 gennaio: lealtà, di lasciar perdere le indagini su Flynn, e di dire al popolo americano che Trump non era sotto indagine. Quest’ultimo punto era noto da settimane al Congresso e tra i Democratici. Eppure non è mai trapelata, anche se moltissime informazioni in merito al Russiagate sono state ampiamente divulgate dalla stampa.

Mosca ha interferito sul voto

Da quanto emerso dalle indagine dell’FBI, “Non c’è alcun dubbio che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane“. Di questo sono consapevoli tutte le agenzie di intelligence americane, e la notizia era nota già prima dell’annuncio della candidatura di Trump. Comey ha precisato che: “C’è stato uno sforzo massiccio da parte di Mosca di colpire le elezioni presidenziali americane e l’Fbi seppe dei tentativi di hackeraggio da parte dei russi alla fine del 2015“.

L’FBI sarà sempre indipendente e Trump ha mentito

L’FBI è forte e sarà sempre indipendente“, ha dichiarato Comey. L’ex direttore, nominato da Obama nel 2013 e che sarebbe dovuto rimanere in carica per 10 anni, ci tiene a difendere la sua agenzia. Nell’incontro con il Presidente, Comey si è sentito dire che stava facendo un buon lavoro, e non si aspettava di venire licenziato dopo pochi mesi. “Sul mio licenziamento sono state dette bugie al popolo americano“, ha dichiarato, da parte dell’amministrazione trumpiana. L’FBI, per Comey, sarebbe stata diffamata da Trump e dal suo entourage. Il direttore non si fidava del Presidente, e per questo ha registrato le conversazioni avute con Trump.

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