Elezioni legislative in Francia: il successo di Macron

Una vittoria schiacciante quella di Republique en Marche!, il partito fondato dall'attuale presidente, poco meno di un anno fa. Le Penn in picchiata tra le preferenze

Un successo clamoroso quello di Macron alle ultime elezioni legislative. I francesi ripongono una fiducia totale nel giovane presidente 39enne, confermando la vittoria del partito Republique en Marche!, con una maggioranza schiacciante in parlamento.

Nel frattempo, dopo la sconfitta alle presidenziali, il partito post-fascista di Marine Le Penn cade in picchiata. Les jeux sont fait, insomma, anche se formalmente bisognerà attendere i risultati del ballottaggio.

Numeri alla mano

Quella di Emmanuel Macron è una vittoria senza precedenti. Stando alle prime proiezioni Republique En Marche! si è aggiudicato un numero altissimo di seggi in parlamento. Numeri alla mano, si parla di un minimo di 415 ad un massimo di 455 deputati. Tenendo conto che il numero totale di seggi è di 577 le somme sono facili da tirare.


Un fenomeno fuori da ogni prospettiva, se si calcola che il neonato partito è stato fondato nemmeno un anno fa dal giovanissimo presidente eletto. Probabilmente le cause del fenomeno vanno ricercate in ragioni specifiche: prima tra tutte l’odio maturato negli ultimi tempi dei francesi per Hollande. Tra le altre matrici il terrore della ribalta del post-fascismo e la leggendaria predisposizione dei francesi al sentimento di unità nazionale, difficile a spaccarsi. In questo caso, però, non si vedono nemmeno crepe in lontananza. Il popolo sembra guardare compatto in un’unica direzione. 

La disfatta di Le Penn

Si consideri, poi, che al secondo posto si piazza con difficoltà una destra disorientata e indebolita, quella di Républicains, che si posiziona tra il 19 e il 21% di voti. Si tratta di un risultato che proietta al massimo un centinaio di posti in parlamento.

Terza posizione per il Front National di Marine Le Penn, la quale dopo la sconfitta del mese scorso non si è più rialzata. Anzi, la leader di estrema destra sembra precipitare inesorabilmente, con il suo partito, in un oblio elettorale. I risultati del 7 maggio, che la vedevano detentrice del 33% dei voti sembrano ormai un lontano ricordo. Una caduta libera, che con il 14% di queste legislative, le assicura non più di 3/10 seggi. Un risultato così povero, che non le permette di costituire nemmeno una debole opposizione. Al quarto posto, infine, con un timido 12%, si posiziona la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon.

L’uragano Macron

La vittoria di Macron alle presidenziali ha scosso tutta la Francia, come una calamità naturale. Un partito debuttante sbaraglia la vecchia guardia, i veterani della politica nazionale: evidente sintomo di un Paese stanco di un’amministrazione imbolsita e ripiegata su se stessa. Una richiesta, quella dei francesi, che rimescola le carte in tavola e scommettono sulle novità assolute.

La debacle dei veterani non è ancora ufficiale, però. Sono attesi per la settimana prossima i risultati del ballottaggio previsto per il 18 giugno, che confermeranno i numeri di questo primo tornante elettorale. Un segnale molto forte, tuttavia, della disillusione del Paese è un’affluenza alle urne nettamente in calo. Alle 17 di ieri si è registrato un 40,75%, a fronte del 48,31% del 2012.

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