Rita dalla Chiesa: "Non possono esserci spiragli per uno che si chiama Totò Riina"

Continua la sua lotta contro la possibile scarcerazione di Totò Riina. Per la figlia del generale Carlo Alberto dalla Chiesa Riina è già curato in un centro di eccellenza

Il boss mafioso Totò Riina è gravemente malato e il Tribunale sta analizzando il suo caso per capire se c’è la possibilità di una scarcerazione per consentire anche a lui una morte dignitosa. Le reazioni non si sono fatte attendere e Rita dalla Chiesa ha scritto una lunga lettera inviata al quotidiano Libero.

L’opposizione di Rita dalla Chiesa

La rabbia e la paura che Rita dalla Chiesa non si è attenuata da quando, più di una settimana fa, si parla di una possibile scarcerazioni di Totò Riina a causa delle sue condizioni di salute. La figlia del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso da Cosa Nostra, scrive: “Lo Stato (nel quale io profondamente credo) non può e non deve, in alcun modo, competere in crudeltà e ferocia con la mafia. Ma l’ergastolo è ergastolo. Non possono esserci spiragli per qualcuno che si chiama Totò Riina, e non, allora, per il signor Mario Rossi, anche lui vecchio e malato e condannato a stare in carcere tutta la vita“.


Le condizioni di salute di Riina

La possibilità di una scarcerazione, oppure della fine del carcere duro per il boss di Cosa Nostra, è dovuta alla sua salute: “A parte il fatto che Riina è in un ospedale di eccellenza dove riceve tutte le cure del caso. A parte il fatto che lui vive a pochi metri da dove, invece, sono sepolti mio padre e Emanuela, ho sempre sostenuto che tutti dovrebbero avere il sacrosanto diritto di morire in modo “dignitoso”. Dico solo che mio padre, Emanuela, e i troppi che sono stati lasciati per terra o, a brandelli, in cima a un palazzo, hanno ricevuto un altro “addio” al mondo“.

Poi ancora: “Ho chiesto di sapere chi ha stilato i referti medici. Nessuno che si sia preso la responsabilità, mettendoci la faccia, di dire quali siano le sue reali condizioni di salute. La legge va applicata per tutti nello stesso modo. Non sono una giustizialista, mai stata. Anzi. Ma questa volta c’ è qualcosa che mi sfugge… e non solo a me“.

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