"Cane unico" in Cina, la nuova legge bandisce anche alcune razze

Una nuova legge per la città cinese Quingdao: ogni famiglia potrà avere solo un cane. Il nuovo provvedimento comprende anche una lista delle razze bandite

Dopo la legge del figlio unico di cui si ricordano aborti forzati, sterilizzazioni e gli infanticidi per ridurre la popolazione; in Cina c’è ora nuova legge che riguarda, questa volta, gli animali. Esattamente nella città di Quingdao provincia settentrionale dello Shandong, esce una nuova legge, quella del cane unico.

Il nuovo provvedimento del “cane unico”

Ogni famiglia non potrà possedere più di un cane, ma non solo, nella città è stato pubblicato un manifesto con le 40 razze vietate, dove sono presenti quei cani ritenuti “pericolosi”. Tra questi troviamo cani come i pittbull, i mastini tibetani o i levrieri, razze che non possono più essere allevate. Per i trasgressori della nuova legge sul “cane unico” sono previste delle multe salate, fino a 2000 yuan (263 euro). Ovviamente la legge non tocca i cani guida ed i cani utilizzati per operazioni di soccorso. Dal punto di vista politico, il provvedimento è stato necessario per i problemi igienici e per il numero di incidenti avvenuti per cani aggressivi.


Il giornale di Pechino spiega come i numerosi amanti dei cani stiano provocando molto disagio alla collettività. In quasi tutte le città della Cina sono in vigore leggi che indicano anche la stazza del cane da tenere in famiglia: questa deve essere una taglia media o piccola.

I lati positivi

Grazie al nuovo provvedimento diventano obbligatorie le vaccinazioni e il microchip per individuare sia il cane che il padrone, ma non solo:nei prossimi mesi vedrà la luce la prima anagrafe canina. Per ogni proprietario ci sarà una registrazione, e da pagare una sola volta una tassa di 400 yuan (50 euro).

La divisione dell’opinione pubblica

Il nuovo provvedimento sul “cane unico” sta dividendo l’opinione pubblica, da una parte chi si trova d’accordo e dall’altra chi invece proprio non riesce ad accettare il fatto di non poter possedere più di un cane, così come quelli che vedono come un peso il dover pagare delle tasse e delle multe in caso di mancata obbedienza. Anche sui social le parti stanno facendo sentire la propria opinione scatenando grosse discussioni. Molti rimangono contrari alla messa al bando di alcune razze, ed altri non riescono a capire il senso della nuova tassa. I cittadini che non si trovano d’accordo credono che la nuova legge sia stata emanata solo per chiedere altri soldi alla popolazione, ed aumentare la cassa pubblica. In Cina, in passato, i proprietari di cani erano nemici borghesi del popolo, i cani trovati in giro per strada venivano barbaramente uccisi dalle forze dell’ordine.

Va riconosciuto a Deng Xiaoping, politico cinese, ed ai suoi due piccoli cani, a cui era molto affezionato, il merito dell’apertura della Cina al mondo canino. Con l’imitazione di molti cinesi benestanti: possedere un cane era diventato un simbolo di prestigio familiare e la passeggiata serale la consacrazione di questo status. Anche se in molte parti della Cina è ancora radicato il pensiero che i cani non siano animali domestici ma utili per la caccia o addirittura come cibo, per molti le cose hanno preso un’altra strada.

Dopo lo “sdoganamento” dei cani l’atteggiamento comune è cambiato, proiettandosi verso una visione più occidentale del cane: quella che lo vede come migliore amico dell’uomo, una visione che ormai è stata così tanto interiorizzata da molti che finirà per entrare in contrasto con questa nuova legge del “cane unico”.

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