Dopo 36 anni il ladro chiede scusa e la vittima vuole incontrarlo

Nonostante siano trascorsi 36 anni dal furto commesso, il ladro decide di scusarsi con la vittima che, apprezzato il gesto, adesso vorrebbe incontrarlo

Anche se sono passati ben 36 anni da un errore commesso, non è mai troppo tardi per scusarsi. Questo lo sa bene Giovanni Tessarolo, 55enne di Bassano del Grappa, che ha pensato bene di inviare una lettera di scuse al signor Lorenzo Alberton per avergli rubato, nel lontano 1981, un’autoradio.

La lettera di scuse dell’ex ladro

Giovanni Tessarolo ha un passato da criminale. Erano gli anni Settanta quando era ancora un ragazzo e, vittima della tossicodipendenza, per procurarsi la dose giornaliera si macchiava di piccoli crimini. Anche se sono passati molti anni da allora, il signor Giovanni vuole chiudere definitivamente con il suo passato chiedendo scusa a coloro ai quali ha arrecato dei danni. Proprio per questo motivo qualche giorno fa un signore di Cassola, Lorenzo Alberton, ha ricevuto una lettera di scuse che diceva: “Scrivo la presente in merito al furto dell’autoradio posta all’interno dell’autovettura di sua proprietà, episodio per il quale sono stato prima arrestato, poi condannato alla pena di mesi tre di reclusione e al pagamento di lire 30mila di multa, oltre al pagamento delle spese processuali“.


Voglio stringergli la mano e offrirgli da bere

Quel giorno il signor Alberton si era recato in ospedale per andare a trovare la moglie e la sua secondogenita appena nata. Quando tornò alla macchina si accorse che qualcuno aveva rubato l’autoradio. Il signor Lorenzo sporse denuncia, ma la sua autoradio non fu mai più ritrovata. Da allora sono trascorsi ben 36 anni e la vittima del furto aveva persino dimenticato di averlo subito, ma a ricordarglielo ci ha pensato il ladro pentito.

Da anni vivo e lavoro regolarmente nel Bellunese e ho deciso di intraprendere un percorso di riabilitazione – comunica il signor Terrasolo nella lettera, precisando di essere ormai un brav’uomo – Vorrei pertanto scusarmi per la condotta posta in essere all’epoca dei fatti e sono pronto, quale piccola azione riparatoria, a corrispondere una somma pari a euro 100“. La busta infatti, oltre alla missiva, conteneva anche un assegno da 100 euro.

Il signor Alberton è rimasto talmente colpito dal gesto di gentilezza da volere addirittura incontrare Giovanni Tessarolo: “Voglio stringergli la mano, usare il denaro che mi ha spedito per trascorrere del tempo con lui, parlargli e offrirgli da bere“.

Un passato da criminale

Tessarolo, in un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto, ha sottolineato di essere oggi una persona onesta, affermando: “Cominciai drogarmi quando avevo 17 anni. Non persi tempo con la marijuana e passai direttamente all’eroina. Lo facevano i miei amici e io, come uno stupido, mi adeguai“. Proprio per far fronte alle spese che ne sono conseguite all’uso di droghe, inizia a commettere dei piccoli furti: “Rubavamo autoradio perché si rivendevano facilmente. Ma la nostra specialità erano i furti nei negozi: scoprimmo che, durante la pausa pranzo, molti commercianti dimenticavano di chiudere a chiave la porta sul retro. Entravamo da lì e facevamo razzia“.

Precisa inoltre che i suoi furti sono stati molti di più, ma riuscire a risalire all’identità di tutti coloro che ha derubato è un’impresa impossibile: “È stato possibile risalire solo all’identità di quelle quattro persone, tra il Bassanese e Jesolo. Le ricerche sono state svolte dal mio avvocato, che ha spedito le raccomandate. Due dei destinatari, nel frattempo sono deceduti e finora l’unico a essersi esposto pubblicamente è quel signore di Cassola. Sarei felice di incontrarlo.

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