Lucia Riina ha chiesto il bonus bebé, ma l'Inps glielo ha negato

Lucia Riina, figlia del boss mafioso, non può avere il bonus bebé. Forse, dietro il rifiuto, c'è la poca credibilità della sua presunta "indigenza"

Lucia Riina, quarta figlia del boss di Cosa Nostra, ha chiesto per ben 3 volte di poter accedere al bonus bebé e, per tutte e 3 le volte, gli è stato negato dall’Inps. Pare, infatti, che oltre al rilevamento di errori fatti nella consegna della domanda, la sua presunta dichiarazione di indigenza non venga considerata credibile.

Niente aiuti dall’Inps

Lucia Riina, l’ultimogenita del boss e della moglie Ninetta Bagarella, vive a Corleone, paese natale del padre. La donna è tornata a vivere lì dopo l’arresto di Riina, avvenuto nel 1993 dopo lunga latitanza da parte del boss.

La quarta figlia del capomafia ha un’ occupazione: è una pittrice, vende i suoi quadri e dice di vivere in modo onesto con il marito: “Siamo riusciti a dare forma e concretezza al mio sogno di bambina che era disegnare ed al nostro sogno di adulti, cioè creare un lavoro onesto, dignitoso, positivo ed espressivo-creativo”.


I motivi per cui sarebbe stata negata la possibilità di accedere al bonus, sulla carta, sono burocratici: consegna della domanda oltre il termine (da parte del marito) e domanda incompleta consegnata da lei. In realtà, ciò che “stona” in questa domanda di beneficio statale sarebbe il fatto che si crede che Lucia Riina possa avere accesso a una ricchezza, originata dalle attività del padre, che quest’ultimo per primo in passato non ha negato.

Un ricchezza nascosta?

Fu lo stesso Totò Riina, 3 anni fa, a parlare al suo compagno in ora d’aria, Alberto Lo Russo (boss della Sacra Corona Unita) di una sua presunta ricchezza. Al compagno di prigione, infatti, dichiarò: “Perché se recupero pure un terzo di quello che ho sono sempre ricco” e, ancora: “Io ho delle proprietà, queste proprietà metà sono divise ogni mese, ogni mese ci vanno… perché? Perché sanno che è mio nipote… sanno che è mio nipote… queste proprietà sono mie e di mio nipote, metà mia e metà di mio nipote”. Non si sa, però, chi sia il nipote in questione, e quali siano queste proprietà “divise”.

Totò Riina, ultimamente, è tornato a riempire le pagine dei giornali per via della richiesta, da parte della Corte di Cassazione al Tribunale di Bologna, di valutare la possibilità di un alleggerimento della pena o, addirittura, la concessione dei domiciliari. La richiesta ha provocato la nascita di forti polemiche.

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