Morto lo studente americano rilasciato dalla Corea del Nord

A pochi giorni dal suo rilascio da parte delle autorità della Corea del Nord, Otto Warmbier è morto in un ospedale dell'Ohio.

Otto Warmbier, lo studente americano che era stato rilasciato una settimana fa dalle autorità della Corea del Nord, è morto in un ospedale dell’Ohio. Il ragazzo era stato detenuto da marzo del 2016 nelle carceri nord coreane per aver rubato un volantino di propaganda del governo.

Il rilascio dalla Corea del Nord in condizioni critiche

Un gesto che gli è costato la condanna a 15 anni di lavori forzati. Il rilascio è però avvenuto la settimana scorsa, una buona notizia apparentemente, non fosse che il ragazzo è stato lasciato in libertà in coma. Una condizione clinica che, secondo le autorità di Pyongyang, sarebbe stata causata dalla somministrazione di un sonnifero per una crisi di botulismo avvenuto dopo il processo.

L’ipotesi della causa dello stato di coma del 22enne è stata contestata dai medici statunitensi che hanno visitato Otto al suo rientro in patria. I test effettuati sul corpo del ragazzo non hanno infatti rilevato la presenza di botulino nell’organismo, ma hanno presentato un grave trauma cranico e “danni cerebrali ingenti“. Indizi che hanno insospettito e sconvolto la famiglia Warmbier.


Il comunicato della famiglia

È stata proprio la famiglia ad annunciare la tragica notizia attraverso un comunicato stampa. “Sfortunatamente il terribile trattamento di torture ricevuto da nostro figlio per mano dei nordcoreani ha fatto sì che non fosse possibile altro esito di quello triste avvenuto oggi” hanno dichiarato. Poi hanno voluto ringraziare i medici del University of Cincinnati Medical Center in Ohio. “Quando Otto è tornato a Cincinnati il 13 giugno non poteva parlare, non era in grado di vedere e non poteva nemmeno reagire ai comandi verbali – hanno riportato – Sembrava a disagio e tormentato. Anche se non avevamo più potuto sentire la sua voce, dopo un giorno la sua espressione era cambiata, sembrava in pace. Era a casa e crediamo che lo potesse percepire“.

Nel frattempo, il Presidente Donald Trump ha commentato il terribile avvenimento durante un evento alla Casa Bianca definendo la Corea del Nord un “regime brutale” ma concludendo anche: “almeno è morto a casa dai suoi genitori“.

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