Il principe Carlo: l'infanzia infelice dell'erede al trono

Il principe Carlo è spesso passato in secondo piano nelle vicende della famiglia reale, ma il futuro sovrano viene visto ora sotto un'altra luce

Spesso immaginiamo la vita degli eredi delle monarchie europee come privilegiate sotto ogni punto di vista, lontane dalle sofferenze emotive dell’infanzia e dell’adolescenza. La storia del principe Carlo, erede al trono del Regno Unito, raccontata su Vanity Fair dimostra il contrario.

Il principe Carlo: una figura rivalutata

L’erede di Casa Windsor non è mai stato molto stimato dal grande pubblico. Da sempre è stato offuscato dalle figure imponenti dei genitori, l’inossidabile regina Elisabetta e il deciso principe Filippo. In seguito, il matrimonio fallimentare con la carismatica Lady D gli ha alienato ancora di più le simpatie del popolo.

Eppure il principe Carlo ultimamente sta vivendo un rinnovato interesse per la sua vita, e da figura marginale sta catturando l’attenzione degli appassionati di Royal Family e non solo. I quali hanno scoperto un uomo sensibile e profondo, che non ha vissuto la vita dorata e felice che tutti pensavano.


L’infanzia difficile e priva di affetto

Jonathan Dimbleby, scrittore e biografo del principe, ha raccolto le confidenze di Carlo all’indomani della separazione con Diana Spencer. Un momento molto duro per lui, che si è lasciato andare alle memorie di un’infanzia infelice, priva dell’affetto genitoriale. La relazione più difficile quella con il padre Filippo, il quale era solito rimproverarlo per ogni mancanza. Entrambi i sovrani sono stati molto assenti nella vita del figlio: di ritorno da un viaggio nei Paesi del Commonwealth durato 6 mesi, la regina e suo marito salutarono lui e la principessa Anna con una stretta di mano.

Una personalità fragile

I rimbrotti del padre e il distacco della madre, forgiarono un carattere introverso e caratterizzato da un forte senso di inadeguatezza. I comportamenti di Filippo nei confronti del giovane erede sono stati definiti dagli amici di Carlo come “prepotenti” e “denigratori“. Per sua fortuna, il principe poteva contare sull’affetto e le coccole della Regina Madre, la quale non mancava di ricoprire il nipote di attenzionI. La nonna Elizabeth ne coltivò la sensibilità, la gentilezza e l’apprezzamento per l’arte e la letteratura.

L’incubo della scuola

Il padre Filippo decise di forgiarne il carattere scegliendo per Carlo le stesse scuole da lui frequentate. Quegli anni furono un “incubo” per il principe, che fu bullizzato e isolato dagli altri compagni. Quando la scelta cadde su Gordonstoun invece che Eton, come avrebbe voluto la Regina Madre, Carlo dovette affrontare un’altra situazione ostile. La scuola si trova in Scozia ed è volta a formare il carattere tramite il fisico. Gli allievi indossavano pantaloncini corti tutto l’anno, dormivano con le finestre aperte anche durante le gelide notti dell’inverno scozzese e facevano la doccia fredda (abitudine che il principe conserva ancora oggi). Anche qui Carlo venne bullizzato dai compagni, che non gli davano tregua, mentre furono pochi gli amici che solidarizzano con lui.

Il sovrano in attesa

Tutto questo ha influito molto sulla crescita di Carlo, il quale ancora oggi parla dei soprusi subiti a Gordonstoun. Per quanto negli anni non siano mancate soddisfazioni e rivalse, come la sua abilità di oratore in pubblico, il principe conserva una natura introversa. L’esperienza scolastica ha contribuito a farlo chiudere in sé stesso, ma in varie occasioni ha dimostrato una forza di carattere fuori dall’ordinario. Resta da vedere se potrà dimostrare anche le sue doti da sovrano prima o poi.

carlo bambino

Il principe Carlo insieme al corgi della regina
Fonte: Vanity Fair



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