Torino: Vincenzo e Marisa sono ancora gravi, l'appello dei figli

Sono passate due settimane dalla tragedia del 3 giugno a Torino ma l'incubo per la famiglia D'Ingeo continua: padre e madre sono ancora in ospedale in condizioni critiche

Rimangono ancora gravissime le condizioni di Marisa Amato di 63 anni e Vincendo D’Ingeo di 66, la coppia investita dalla folla a Torino, il 3 giugno durante la finale di Champions League, in piazza San Carlo, dove la Juventus giocava contro il Real Madrid a Cardiff.

La coppia, che avrebbe festeggiato il 40esimo anniversario di matrimonio da lì a pochi giorni, camminavano sotto i portici della piazza quando sono stati travolti dalla folla. Le circostanze che hanno scatenato l’episodio di psicosi di massa come  è noto, sono ancora da accertare, ma sono state coinvolte ben 1527 persone, tra cui Kevin, il bimbo di sette anni da poco dimesso, Francesca Marino da poco risvegliatasi dal coma e Erika Poletti che non ce l’ha fatta. Ora Marisa si trova alle Molinette per una lesione cervicale e Vicenzo al San Giovanni Bosco per trauma toracico e numerose fratture. La donna non si sa ancora se potrà tornare a camminare, l’uomo ha subito due operazioni ai polmoni.


L’appello dei figli

I figli Viviana e Danilo hanno voluto lanciare un appello, rivolto soprattutto alla sindaca Chiara Appendino: “Sono stati disponibilissimi” affermano “i medici, il ministro Minniti, il prefetto, la sindaca Appendino. Non sappiamo cosa succederà ai nostri genitori, i medici hanno detto che ci vorrà molto tempo“. Le condizioni, infatti sono molto più gravi di quelle diagnosticate inizialmente. Così Viviana prosegue: “abbiamo entrambi un lavoro, ma abbiamo bisogno di aiuto“.”Chiediamo – ha dichiarato – che la stessa attenzione di questi giorni resti viva anche dopo, ne abbiamo bisogno”

Una sera che rimarrà nei loro ricordi un incubo

I figli ricordano la sera del 3 giugno e accusano la totale mancanza di sicurezza e anche ritardo dei soccorsi che hanno, secondo il loro parere impedito ai genitori di essere soccorsi per tempo, aggravando dunque la loro situazione.

Intanto, dopo la morte Torino Erika Poletti, la trentottenne di Domodossola, la polizia scientifica a effettuato un sopralluogo per poter fare i rilievi soprattutto nel luogo dove la giovane stata travolta dalla folla: l’esito verrà trasmesso al Palazzo di Giustizia perché la procura, a seguito del decesso ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Aggiungi un commento