Procuratore antimafia su Riina: "Morirà in carcere"

Non ci sono concessioni od eccezioni per Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia. Secondo l'uomo, Totò Riina non lascerà mai il carcere

Dopo una piccola parentesi su Lucia, figlia del tristemente noto Totò Riina, e la volontà di questa di chiedere la revoca della cittadinanza a fronte del bonus bebé negato, si torna sul dibattuto intorno alla corretta o scorretta permanenza in carcere del boss di Cosa Nostra. Le definitive parole sulla questione, giungono dal procuratore nazionale Antimafia.

Riina: corretto offrirgli una morte dignitosa?

Non è ancora arrivata la sentenza ufficiale ma le parole del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, echeggiano come un presagio in attesa d’avverarsi. La questione è tra le più spinose e dibattute degli ultimi tempi: Totò Riina. Corretto o scorretto che gli venga concessa una morte dignitosa lontano dal carcere? Una domanda che tutti nel profondo ci siamo posti, e a cui tutti abbiamo risposto secondo la propria coscienza. C’è chi la pensa come la Corte di Cassazione, ritenendo ingiusto rispondere alla violenza di Riina con altra violenza, e chi invece preferisce schierarsi con personaggi come Rita Dalla Chiesa, Maurizio Costanzo, Santino Di Matteo, uniti nella lotta per la non scarcerazione del boss mafioso. Le parole del procuratore nazionale antimafia non ammetto eccezioni.


Riina morirà in carcere

Le parole di Franco Roberti sono lapidarie. Il procuratore antimafia non ammette la possibilità che Riina possa essere scarcerato dal 41 bis e rassicura chi crede sia giusta la non scarcerazione. Lo ha spiegato durante L’intervista svolta da Maria Latella per Sky tg24. Secondo quanto rilasciato da Roberti, non ci sono possibilità che vedono Riina uscire dal carcere. “Sino a quando le condizioni di salute saranno giudicate compatibili con il carcere” assevera Roberti, lasciando intendere che secondo lui non sussistono motivi per cui Riina dovrebbe essere rilasciato. “Noi – continua il procuratore antimafia – Non perseguitiamo nessuno. Non c’è nessuno spirito di vendetta nei confronti di chicchessia. Noi applichiamo la legge e cerchiamo di fare giustizia“. L’ultima parola dunque sembra spettare ai medici e fin quando loro reputeranno la salute di Riina conforme a quelle del carcere, vi resterà rinchiuso.

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