Piazza San Carlo: tra gli indagati anche Chiara Appendino

C'è anche Chiara Appendino, la sindaca di Torino, nel registro degli indagati per quanto accaduto lo scorso 3 giugno in Piazza San Carlo

La notizia giunge a quasi un mese dai terribili fatti di Piazza San Carlo: è stato iscritto nel registro degli indagati il nome della sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Piazza San Carlo: svolta nelle indagini, indagata l’Appendino

Quanto √® accaduto quel non lontano 3 giugno in Piazza San Carlo √® stato terribile, forse meno agghiacciante per√≤ del vergognoso rimbalzo di responsabilit√† sulla quale aveva voluto dire la sua anche l’ex sindaco torinese, Fassino¬†da cui √® stato seguito. Alcuni, tra quei 1526 feriti, fanno ancora conti con le cicatrici: alcune di queste incancellabili come quelle che hanno sul cuore i familiari e gli amici di Erika Pioletti, l’unica vittima dell’infernale fuga.

Su quella notte, ancora non √® stata fatta chiarezza, ancora non si √® individuato un responsabile e si continua a convivere con la ferma certezza che, in tutto quel fuggire, qualcosa a monte non abbia funzionato. Proprio parlando di responsabilit√†, √® di questi minuti la notizia che anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino, √® stata iscritta nel registro degli indagati come “atto d’ufficio.


La sindaca Schettino

Non s’appresta ad essere un bel periodo per la sindaca torinese che, proprio nell’ultimo mese, ha dovuto fare i conti con tante voci che non auspicano altro se non le sue dimissioni. Dai fatti di Piazza San Carlo la nave Appendino ha iniziato ad imbarcare acqua e la scialuppa di salvataggio – le successive ordinanze – non hanno fatto il loro compito. La metafora marinara non √® un caso ed anzi, si rif√† proprio all’ironica chiosa del segretario Pd, Fabrizio Morri, che ha voluto ribattezzarla “Sindaca Schettino“.

In tanti nelle proprio denunce hanno indicato la sindaca come responsabile di quanto accaduto l√¨, in Piazza San Carlo, dove si doveva solamente guardare la finale di Champions League. L’Appendino tuttavia non √® sola nel registro: indagati con lei anche Maurizio Montagnese, presidente di Turismo Torino, e Danilo Bessone, suo collega dirigente. Non basta dunque un’accorata lettera di scuse per mettere a tacere il fermento di una citt√† intera.

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